C-Suite
10 Luglio 2026L'azienda individua nell'Italia il secondo mercato europeo e punta a rafforzare il dialogo con clinici, farmacisti e società scientifiche sul ruolo del farmaco vegetale basato su evidenze cliniche

L'Italia rappresenta "un passaggio naturale nel percorso della nostra crescita" ed è "il secondo mercato più importante in Europa" per Bionorica. Lo afferma Marco Linari, Direttore commerciale e Vice CEO dell'azienda, intervistato da Sanità33 per la rubrica C-Suite, illustrando la strategia con cui il gruppo intende sviluppare il mercato italiano del farmaco vegetale.
"L'Italia è una delle nazioni più rilevanti in Europa non solo per dimensioni, ma anche per la qualità della sua comunità medico-scientifica", spiega Linari. "Abbiamo scelto questo momento perché oggi esiste un bisogno sempre più evidente di chiarezza nel campo delle cure di origine vegetale."
Secondo il manager è necessario distinguere tra categorie di prodotti spesso accomunate impropriamente. "Integratori, dispositivi medici e farmaci vegetali non rispondono agli stessi requisiti regolatori, produttivi o scientifici", osserva. "Bionorica sviluppa farmaci vegetali secondo criteri di qualità farmaceutica, ricerca e documentazione clinica."
Alla base di questo approccio c'è il modello del Phytoneering, definito da Linari come "l'integrazione tra la conoscenza della natura, la ricerca scientifica e la tecnologia farmaceutica". Per questo, aggiunge, "l'Italia non è soltanto un nuovo mercato: è un Paese strategico con cui vogliamo costruire relazioni di lungo periodo con medici, farmacisti, università e società scientifiche, contribuendo allo sviluppo di una cultura del farmaco vegetale basata sulle evidenze cliniche sull'uomo".
Per quanto riguarda le aree terapeutiche, il gruppo intende iniziare da quelle in cui possiede una consolidata esperienza internazionale. "Abbiamo una forte presenza nelle vie respiratorie, nell'uroginecologia e nella salute della donna", afferma Linari. "Il nostro obiettivo non è semplicemente portare prodotti sul mercato italiano, ma contribuire a un dialogo più chiaro sul ruolo del farmaco vegetale moderno."
Uno dei temi affrontati nell'intervista riguarda l'accesso alle cure. "Per noi il tema dell'accesso è relativamente semplice", spiega il Vice CEO. "Operiamo soprattutto nell'ambito dei farmaci OTC e quindi i pazienti possono accedere direttamente alle nostre soluzioni."
Secondo Linari, il valore di questi medicinali va oltre l'efficacia clinica. "Siamo convinti che il contributo del farmaco vegetale alla società non passi solo attraverso l'efficacia clinica, ma anche attraverso il suo potenziale di ridurre il carico economico sui sistemi sanitari. I farmaci OTC possono rappresentare un elemento importante di sostenibilità, consentendo un accesso appropriato alle cure senza gravare sulla spesa pubblica."
Guardando al futuro, il manager ritiene che il settore sia destinato a rafforzarsi, ma a precise condizioni. "Credo che nei prossimi anni il farmaco vegetale possa diventare una componente sempre più riconosciuta della medicina basata sulle evidenze", afferma. "Il punto decisivo non sarà l'origine vegetale in sé, ma la qualità, la standardizzazione, la riproducibilità dei dati clinici, la documentazione clinica e la capacità di dimostrare un ruolo terapeutico preciso."
Secondo Linari, il settore sta già cambiando. "Da un lato cresce l'interesse di medici, farmacisti e pazienti verso soluzioni ben tollerate e coerenti con i bisogni della medicina territoriale. Dall'altro aumenta la richiesta di evidenze, trasparenza e affidabilità. È un passaggio positivo perché permette di distinguere i prodotti realmente sviluppati con criteri farmaceutici da quelli che si limitano a richiamare il concetto di naturale."
La prospettiva, conclude, è quella di un'integrazione sempre maggiore nella pratica clinica. "Il farmaco vegetale moderno non deve essere una nicchia, ma una parte qualificata della terapia basata sull'evidenza clinica. Non parliamo di medicina alternativa alla medicina scientifica, ma di farmaci di origine vegetale basati sull'evidenza clinica che possono rappresentare una soluzione preziosa per la clinica."
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