Farmaci
05 Aprile 2024Annalisa Iezzi, Medical Director di AbbVie Italia, interviene in occasione dell'appuntamento annuale 'BeCLose4 Hematology - PANorHEMA, capturing new horizons', organizzato dall'azienda per condividere, tra i principali esperti del settore, i nuovi scenari terapeutici in ematologia attraverso una due giorni di studi, esperienze e dati di pratica clinica
"AbbVie è da sempre impegnata nel campo dell'ematologia per sviluppare soluzioni terapeutiche in grado di fare la differenza nella vita dei pazienti, con nuovi trattamenti che siano first in class o best in class. Attraverso l'evento BeClose4 PANorHEMA, abbiamo voluto ripercorrere le tappe della nostra storia di innovazione catturando nuovi orizzonti clinici e gettando uno sguardo sul futuro". Così Annalisa Iezzi, Medical Director di AbbVie Italia, nel suo intervento in occasione dell'appuntamento annuale 'BeCLose4 Hematology - PANorHEMA, capturing new horizons', organizzato a Roma dall'azienda farmaceutica per condividere, tra i principali esperti del settore, i nuovi scenari terapeutici in ematologia attraverso una due giorni di studi, esperienze e dati di pratica clinica.
"L'azienda ha un rapporto identitario con l'ematologia, iniziato con venetoclax - ricorda Iezzi - che ha rivoluzionato la cura nella leucemia linfatica cronica e nella leucemia mieloide acuta; oggi siamo impegnati nella ricerca per rispondere al bisogno di cura di 8 neoplasie ematologiche e domani ancora di più. Con i nostri 7 centri di ricerca e sviluppo in tutto il mondo, abbiamo piattaforme tecnologiche e strumenti ad alto livello di innovatività per portare sempre nuove soluzioni ai pazienti. In particolare, con l'arrivo degli anticorpi saremo in grado di colmare un gap nel trattamento del linfoma diffuso a grandi cellule B recidivato/refrattario, una patologia ancora con un alto bisogno di cura". All'iniziativa - si legge in una nota - hanno preso parte oltre 200 ematologi, arrivati da tutta Italia, che hanno fatto il punto sulle più recenti innovazioni e sui possibili scenari futuri relativi alle principali patologie ematologiche. In particolare la leucemia linfatica cronica, la leucemia mieloide acuta, il linfoma diffuso a grandi cellule B, il mieloma multiplo, la mielofibrosi, il linfoma mantellare il linfoma follicolare e le sindromi mielodisplastiche.
"Oggi è stata l'occasione per fare il punto sulle opzioni terapeutiche disponibili per il trattamento dei pazienti con leucemia linfatica cronica - dichiara Francesca Romana Mauro, professore associato presso l'Istituto di Ematologia dell'Università Sapienza di Roma - Possiamo affermare che l'epoca della chemio-immunoterapia appartiene sempre di più al passato grazie all'introduzione, ormai da diversi anni, delle nuove terapie 'target' che si sono dimostrate significativamente superiori sia in termini di efficacia, che per minore tossicità e migliore tollerabilità".
Tra queste, "le cure di durata definita, limitata nel tempo - rimarca l'esperta - rappresentano senz'altro un vantaggio per i pazienti che, dopo la remissione della malattia, possono godere di un periodo, anche lungo, libero dalla necessità di trattamenti e frequenti controlli medici. Un approccio terapeutico di durata limitata ha un importante beneficio per il paziente, non solo sulla malattia, ma anche dal punto di vista psicologico. Nel corso di questo evento sono stati discussi i dati più recenti di diversi regimi terapeutici di durata fissa, venetoclax based, che hanno prodotto in pazienti sia giovani che anziani risposte profonde e durature nel tempo".
Risultati promettenti - prosegue la nota - anche nel campo della leucemia mieloide acuta, uno dei tumori del sangue più aggressivi e difficili da trattare, con un tasso di sopravvivenza molto basso e poche opzioni di trattamento per i pazienti che non sono idonei a ricevere la chemioterapia intensiva. "In questi due giorni abbiamo concentrato la nostra attenzione anche sui risultati di real life - commenta Adriano Venditti, professore ordinario di Ematologia presso l'Università Tor Vergata di Roma - In particolare, sulla leucemia mieloide acuta, è importante sottolineare come i dati emersi dalle esperienze di pratica clinica dei centri e degli ematologi italiani abbiano confermato ciò che abbiamo imparato dal trial clinico relativo alla combinazione venetoclax e azacitidina; confermati, quindi, efficacia del trattamento nella risposta, con remissioni rapide e durature, e nella sopravvivenza, con un dato globale mediano pari a 14,7 mesi. Inoltre, sono emersi dati interessanti dalle analisi relative alle risorse quali la riduzione della durata di ospedalizzazione, dell'incidenza di eventi infettivi e delle complicanze".
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
31/08/2026
Due persone non vaccinate sono morte in Pennsylvania, primi decessi per morbillo del 2026 negli Stati Uniti
31/08/2026
Secondo Repubblica, il ministro della Salute ha chiesto al Mef 5,5 miliardi aggiuntivi per il 2027, destinati a personale, ospedali, prevenzione e farmaci
31/08/2026
La Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera al nuovo Piano nazionale di Governo delle liste d'attesa: direzioni aziendali e le Regioni hanno 120 giorni per adottare i Piani regionali
31/08/2026
Il 1° settembre il Consiglio regionale esamina la proposta su procedure e tempi dell’assistenza al suicidio medicalmente assistito
©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)