Farmaci
28 Settembre 2023L'Aifa ha approvato la rimborsabilità per vericiguat, un farmaco orale in singola somministrazione giornaliera per il trattamento dell'insufficienza cardiaca sintomatica cronica, in pazienti adulti con ridotta frazione di eiezione, stabilizzati dopo un peggioramento, che abbia richiesto una terapia per via endovenosa
L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità per vericiguat, un farmaco orale in singola somministrazione giornaliera per il trattamento dell'insufficienza cardiaca sintomatica cronica, in pazienti adulti con ridotta frazione di eiezione, stabilizzati dopo un recente evento di riacutizzazione (peggioramento), che abbia richiesto una terapia per via endovenosa. Lo annuncia la farmaceutica Bayer, in una nota, in cui ricorda che il nuovo trattamento, uno stimolatore della guanilato ciclasi solubile (sGC), ha ricevuto l'approvazione da parte dell'Autorità regolatoria statunitense (Fda) nel gennaio 2021, ed europea (Ema) nel luglio 2021.
L'insufficienza cardiaca colpisce circa 600mila persone, con una prevalenza stimata pari al 10% nella popolazione dopo i 65 anni ed è causata dall'incapacità del cuore di assolvere alla sua normale funzione contrattile di pompa che garantisce l'apporto fisiologico di sangue a tutti i tessuti ed organi. Vericiguat ha un meccanismo d'azione distinto e innovativo rispetto a quello delle altre terapie per questo disturbo e migliora la funzionalità miocardica e vascolare, inducendo vasodilatazione, aumento della natriuresi (escrezione del sodio nelle urine, ndr) e riduzione del rimodellamento e fibrosi miocardica. L'insufficienza cardiaca - spiega la nota - è associata a una compromissione della sintesi di ossido nitrico e a una diminuzione dell'attività del suo recettore, la sGC. Il deficit di guanosina monofosfato ciclico (cGMP) derivato dalla sGC contribuisce alla disfunzione miocardica e vascolare. Vericiguat ripristina il relativo deficit nella via NO-sGC-cGMP, stimolando direttamente la sGC, indipendentemente e in sinergia con NO, per aumentare i livelli di cGMP intracellulare, in modo da poter migliorare sia la funzionalità miocardica sia quella vascolare.
''I pazienti con insufficienza cardiaca – afferma Fabrizio Oliva, presidente dell'associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco) e direttore Sc Cardiologia 1 Emodinamica dell'ospedale Niguarda di Milano - hanno un elevato rischio di peggioramento della patologia, caratterizzata da una intensificazione rapida o graduale dei segni e sintomi che portano il paziente a ricorrere a cure come la somministrazione di diuretici per via endovenosa in emergenza/ambulatorio, o anche il ricovero in ospedale''.
I 'pilastri' della terapia farmacologica (la cosiddetta ''terapia quadruplice'') sono gli antagonisti del sistema Renina-angiotensina (Raasi), gli Arni, i beta-bloccanti, gli anti-aldosteronici (Mra) e gli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio (Sglt2i). ''Negli ultimi anni - aggiunge Oliva - le Linee guida hanno cambiato radicalmente l'approccio al paziente. Tuttavia, nonostante l'utilizzo di queste terapie ottimizzate, il paziente si aggrava e va comunque incontro a un peggioramento''.
''Siamo lieti - dichiara Arianna Gregis, Country Division Head Pharmaceuticals di Bayer Italia - di poter mettere a disposizione dei professionisti della salute e dei loro pazienti una nuova soluzione terapeutica in grado di portare un importante cambiamento nella gestione di una patologia così insidiosa come l'insufficienza cardiaca. Questo traguardo ci rende particolarmente orgogliosi, perché dimostra come i continui sforzi attraverso la ricerca di soluzioni innovative, che colmino gli 'unmet need' di alcune patologie, possano costituire un concreto aiuto per rispondere alle necessità dei pazienti''.
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