Anziani
08 Maggio 2026L’8° Rapporto CERGAS SDA Bocconi–Essity evidenzia crescita della domanda assistenziale, forti divari territoriali e riduzione della spesa pubblica

In Italia gli over 65 non autosufficienti superano i 4 milioni, mentre la spesa pubblica per la long term care destinata agli anziani si è ridotta dall’1,43% del PIL nel 2020 all’1,18% nel 2024. È quanto emerge dall’8° Rapporto dell’Osservatorio Long Term Care del CERGAS SDA Bocconi ed Essity, presentato a Milano.
Secondo il Rapporto, il sistema di assistenza agli anziani non autosufficienti continua a registrare un aumento della domanda, mentre il modello di welfare tradizionale mostra limiti strutturali e una crescente pressione sulle famiglie.
I trasferimenti economici diretti, come l’indennità di accompagnamento, rappresentano ancora la quota principale della spesa pubblica per la long term care, pari al 51,7%. Secondo l’Osservatorio, queste risorse sostengono l’autonomia delle persone ma si traducono solo in parte in servizi organizzati.
Sul fronte dell’assistenza domiciliare, le ore di Assistenza domiciliare integrata (ADI) sono aumentate dell’11% rispetto al 2022. Tuttavia, il Rapporto evidenzia una riduzione dell’intensità assistenziale media: le ore per paziente sono passate da 18 nel 2019 a 14 nel 2023.
Resta inoltre marcato il divario territoriale. La copertura delle RSA supera il 29% degli over 75 non autosufficienti nella Provincia autonoma di Bolzano, mentre si ferma all’1% in Campania e Sardegna. Anche sull’assistenza domiciliare emergono differenze significative: alcune Regioni del Centro-Nord hanno già raggiunto il target PNRR del 10% degli over 65 assistiti con ADI, mentre le Regioni del Sud risultano ancora distanti dall’obiettivo.
Il Rapporto sottolinea inoltre il ruolo delle assistenti familiari nel sistema di cura. In Italia oltre un milione di badanti continua a rappresentare una componente centrale dell’assistenza informale agli anziani non autosufficienti.
Tra i 24 grandi operatori censiti dall’Osservatorio, il profilo degli ospiti delle RSA appare sempre più complesso: l’età media di ingresso è di 83,8 anni, la permanenza media raggiunge i 340 giorni e il 60% degli ospiti presenta disturbi cognitivi certificati o rilevati dal personale.
Accanto alla fotografia del sistema italiano, l’8° Rapporto ha analizzato 79 esperienze europee considerate innovative nel settore della long term care, con focus su modelli abitativi per l’invecchiamento e integrazione delle tecnologie digitali nei servizi assistenziali.
Secondo Elisabetta Notarnicola, coordinatrice dell’Area di ricerca Social Policy & Service Management del CERGAS SDA Bocconi, le esperienze europee mostrano che l’innovazione nella long term care “non dipende solo dalla disponibilità di risorse, ma dalla capacità di ripensare i modelli, costruire collaborazioni e mettere la persona al centro”.
Il Rapporto individua nel ripensamento dell’abitare e nell’integrazione delle tecnologie digitali due delle principali leve per sviluppare modelli di assistenza più sostenibili e orientati ai bisogni della popolazione anziana.
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