Medici di Famiglia
08 Maggio 2026Al convegno promosso al ministero della Salute, Legacoop rilancia il “Progetto Salute” per rafforzare assistenza territoriale, domiciliarità e integrazione sociosanitaria

In Italia 5,8 milioni di cittadini hanno rinunciato a prestazioni sanitarie, mentre circa un terzo delle risorse del Pnrr Salute risulta finora utilizzato. È il quadro illustrato da Legacoop durante il convegno “La cooperazione nell’organizzazione della medicina territoriale del Servizio sanitario nazionale”, promosso al ministero della Salute.
Secondo Legacoop, il sistema sanitario è sottoposto a una crescente pressione dovuta alla carenza di personale, con oltre 60mila infermieri mancanti e migliaia di medici carenti, all’invecchiamento della popolazione e al peso burocratico che grava sull’attività clinica.
“La tenuta del Servizio sanitario nazionale si gioca oggi sul territorio. Non basta costruire strutture: dobbiamo renderle operative, integrate e capaci di prendere in carico le persone in modo continuativo”, ha dichiarato Simone Gamberini, presidente di Legacoop.
Nel corso dell’iniziativa è stato presentato il “Progetto Salute”, modello che punta a costruire una filiera integrata della cura attraverso la messa in rete di sanità, welfare e mutualità. Tra gli obiettivi indicati figurano il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, lo sviluppo della telemedicina e del telemonitoraggio, l’integrazione tra servizi sanitari e sociali e la costruzione di reti territoriali basate su modelli cooperativi.
“Abbiamo investito sulle Case e sugli Ospedali di Comunità, ma la vera sfida è farle funzionare. Senza organizzazione, personale e modelli innovativi, il rischio è avere contenitori vuoti mentre cresce il numero di cittadini che rinunciano alle cure”, ha aggiunto Gamberini.
Secondo Legacoop, il rafforzamento della sanità territoriale rappresenta una priorità per garantire prossimità, equità di accesso e sostenibilità del sistema, con un ruolo centrale affidato ai medici di medicina generale e alle équipe multiprofessionali.
“All’interno del Progetto Salute vogliamo costruire una filiera cooperativa della salute integrata, capace di unire sanità, sociale e mutualità in un modello di welfare di comunità”, ha concluso Gamberini.
All’evento sono intervenuti, tra gli altri, Filippo Anelli, presidente FNOMCeO, Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe, Massimo Fabi, coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, e Silvestro Scotti, segretario generale Fimmg.
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