Login con

Pediatria

05 Maggio 2026

Cure pediatriche, diseguaglianze nell’accesso. Organizzazione e territorio pesano sul sistema

Dai Lincei alla mozione in Senato, passando per la Società italiana di pediatria: “Ingiustizia insopportabile, garantire pari accesso”


pediatra

Le diseguaglianze nell’accesso alle cure pediatriche in Italia iniziano fin dalla nascita e continuano a segnare il percorso sanitario di bambini e adolescenti. È il quadro delineato dal documento dell’Accademia dei Lincei, che denuncia differenze territoriali, criticità organizzative e barriere nell’accesso alle terapie, rilanciando il tema anche sul piano politico con una mozione presentata in Senato. Il tema è entrato anche nell’agenda politica con una mozione presentata dalla senatrice Sandra Zampa, che parla apertamente di una falla strutturale del sistema: “Le disuguaglianze nell’accesso alle cure rappresentano il punto più basso della sanità nel nostro Paese ma quando riguardano bambine e bambini, neonati e adolescenti, sono una ingiustizia insopportabile perché incidono direttamente sulla crescita, sullo sviluppo neurocognitivo e sulla salute dei più piccoli e fragili”.

Il documento dei Lincei fotografa un Paese segnato da forti divari: maggiore mortalità infantile nel Mezzogiorno, migrazione sanitaria verso il Centro-Nord, difficoltà di accesso alle cure palliative pediatriche, frammentazione delle reti per le malattie rare e disomogeneità degli screening neonatali. A incidere sono anche le barriere nell’accesso ai farmaci orfani e alle terapie avanzate, con opportunità di diagnosi e cura ancora condizionate dal luogo di nascita e dalla condizione socio-economica. Proprio su questo punto insiste Zampa: “Nonostante il carattere universalistico del Servizio sanitario nazionale, persistono significative differenze territoriali e sociali, con tassi di mortalità infantile più elevati nel Mezzogiorno e tra i figli di genitori stranieri, a dimostrazione che l’uguaglianza formale non si traduce in uguaglianza sostanziale negli esiti di salute”. Il fenomeno della mobilità sanitaria resta uno degli indicatori più evidenti: nel Sud il tasso di migrazione pediatrica raggiunge l’11,9% contro il 6,9% del Nord, con una quota rilevante della spesa per ricoveri che viene assorbita da cure fuori regione. Risorse che, secondo gli esperti, potrebbero essere reinvestite per rafforzare i servizi locali e ridurre i “viaggi della speranza”.

Le criticità riguardano anche l’organizzazione dell’assistenza e la carenza di personale sanitario, in particolare in ambito pediatrico e nella neuropsichiatria infantile. “Le difficoltà organizzative del sistema sanitario, tra cui la frammentazione tra assistenza ospedaliera e territoriale e la carenza di personale, incidono in modo cruciale sull’equità dell’accesso alle cure, determinando lunghe liste di attesa e un crescente ricorso al settore privato”, sottolinea la senatrice. Sul piano delle prospettive, la mozione chiede un rafforzamento dell’assistenza materno-infantile e dei servizi territoriali, soprattutto nelle aree più svantaggiate, oltre a investimenti per contrastare la povertà minorile e le disuguaglianze socio-economiche. Tra le priorità indicate anche l’uniforme applicazione degli screening neonatali, il potenziamento delle reti per le malattie rare e l’accesso universale alle cure palliative pediatriche. “La salute dei bambini costituisce uno degli indicatori più sensibili dell’equità sociale e della qualità democratica di un Paese: garantire pari accesso alle cure pediatriche configura un obbligo costituzionale, oltre che una responsabilità etica inderogabile”, conclude Zampa.

Intanto la Società Italiana di Pediatria richiama l’attenzione su un sistema ancora poco orientato all’infanzia: oggi un bambino su 200 convive con una patologia cronica e uno su cinque presenta disturbi neuropsichiatrici, mentre tra gli adolescenti crescono fragilità e comportamenti a rischio. Resta inoltre il nodo della transizione dall’età pediatrica a quella adulta: il pediatra di famiglia si ferma spesso ai 14 anni e tra i 15 e i 18 anni fino al 70% dei ricoveri avviene in reparti per adulti, con forti differenze regionali. La prospettiva di estendere l’assistenza pediatrica fino ai 18 anni, prevista dalla riforma della medicina territoriale, è considerata positiva ma non sufficiente. “Non è pensabile estendere la presa in carico sul territorio senza uniformare anche l’organizzazione ospedaliera”, avverte il presidente Sip, Rino Agostiniani.

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:

Seguici su Youtube! Seguici su Linkedin! Segui il nostro Podcast su Spotify!

Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE

05/05/2026

Nel primo trimestre 2026 l’Inail registra 189 denunce di infortuni mortali (-7,8%) e 123.203 infortuni totali (+5,3%). In aumento del 16,7% le malattie professionali

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)

Top