Spesa sanitaria
06 Maggio 2026Nel 2023 la spesa sanitaria italiana è stata inferiore del 19% rispetto alla media Ue. L’Ocse segnala anche una maggiore incidenza della spesa privata

Nel 2023 la spesa sanitaria italiana ha rappresentato l’8,4% del Pil, pari a 1,6 punti percentuali in meno rispetto alla media dell’Unione europea. La spesa sanitaria pro capite, corretta per il potere d’acquisto, si è attestata a 3.086 euro, circa il 19% in meno rispetto alla media Ue di 3.832 euro. È quanto emerge dal report “State of Health in the EU – Italy Country Health Profile 2025” realizzato da Ocse, Commissione europea ed European Observatory on Health Systems and Policies e presentato il 6 maggio al Cnel.
Secondo il rapporto, il divario rispetto alla media europea riflette soprattutto una spesa pubblica inferiore del 27% rispetto alla media Ue pro capite, compensata in parte da una spesa privata superiore dell’8%. Nel 2023 le fonti pubbliche hanno coperto poco più del 73% della spesa sanitaria totale, contro una media europea dell’80%. Il restante 27% è stato finanziato da risorse private e quasi il 90% di questa quota è derivato da pagamenti diretti dei cittadini.
L’Ocse evidenzia inoltre come l’assistenza ambulatoriale e la spesa farmaceutica rappresentino oltre la metà della spesa sanitaria complessiva italiana. I servizi ambulatoriali hanno assorbito quasi il 34% della spesa corrente, circa sei punti percentuali in più rispetto alla media Ue. La spesa per farmaci al dettaglio e dispositivi medici ha invece superato il 20% del bilancio sanitario complessivo, leggermente sopra la quota media europea del 18%.
Nel report viene segnalato anche il divario nell’assistenza a lungo termine. In Italia questo settore rappresenta circa il 10% della spesa sanitaria totale, contro una media europea vicina al 18%. Secondo l’Ocse, il dato riflette “una forte dipendenza dall’assistenza familiare” e un sistema nel quale una parte rilevante dei finanziamenti pubblici viene erogata sotto forma di trasferimenti economici che favoriscono accordi privati di assistenza.
Il rapporto sottolinea inoltre che solo una quota limitata di anziani riceve assistenza domiciliare formale o vive in strutture dedicate alla long term care. Persistono inoltre problemi di capacità del sistema pubblico, con molte famiglie che segnalano bisogni assistenziali non soddisfatti.
L’Ocse rileva infine che, dopo la crescita registrata durante la pandemia tra il 2019 e il 2021, la spesa sanitaria italiana è tornata a normalizzarsi. Nel 2023 la spesa reale pro capite è rimasta comunque circa il 3% sopra i livelli del 2019, mentre le stime preliminari indicano un ulteriore aumento reale di circa l’1,5% nel 2024.
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