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11 Luglio 2025

Screening oncologici, Italia in ripresa post-Covid: Nord avanti, il Sud arranca

Il quadro tracciato dall’ultima sorveglianza PASSI dell’Istituto Superiore di Sanità (anni 2023-2024) evidenzia forti disuguaglianze territoriali, economiche e sociali, con il Sud che resta ancora significativamente indietro


screening tumore al polmone

In Italia aumenta l’adesione agli screening oncologici, in particolare quello mammografico che torna sopra i livelli pre-pandemia. Ma il quadro tracciato dall’ultima sorveglianza PASSI dell’Istituto Superiore di Sanità (anni 2023-2024) evidenzia forti disuguaglianze territoriali, economiche e sociali, con il Sud che resta ancora significativamente indietro.

Screening mammografico: oltre i livelli pre-Covid, ma 1 donna su 10 mai controllata

Il 75% delle donne tra i 50 e i 69 anni si è sottoposto a una mammografia nei tempi raccomandati (ogni 2 anni), ma la partecipazione varia in modo marcato: si passa dal 90% del Friuli Venezia Giulia al 46% della Calabria. Decisivo il ruolo dei programmi organizzati delle ASL, che rappresentano per molte donne l’unica opportunità di accesso alla prevenzione. Secondo Maria Masocco, coordinatrice PASSI, “lo screening organizzato riduce notevolmente le disuguaglianze sociali”. Tuttavia, l’11% delle donne target non ha mai fatto una mammografia, e il 15% non la esegue da oltre due anni.

Colorettale: cresce, ma resta il meno diffuso

La copertura dello screening colorettale (ricerca del sangue occulto fecale negli ultimi 2 anni o colonscopia negli ultimi 5) raggiunge il 47% degli over 50-69enni. L’adesione è del 62% al Nord, del 55% al Centro e appena del 30% al Sud. L’offerta programmata è la chiave: il 39% degli screening avviene tramite le ASL, mentre solo l’8% su iniziativa personale. Dopo il crollo registrato nel biennio pandemico 2020-2021, i dati del 2024 mostrano un progressivo recupero.

Screening cervicale: stabile ma non ancora recuperato il calo da Covid

La copertura dello screening cervicale (Pap test o HPV test) è oggi del 78% nelle donne tra i 25 e i 64 anni. Anche qui, però, la geografia conta: 84% al Nord e al Centro, ma solo 69% al Sud, con un minimo del 59% in Calabria. Rispetto al 2020, non si osservano aumenti significativi, e secondo gli esperti il mancato recupero potrebbe dipendere sia dagli effetti a lungo termine della pandemia sia dalle recenti modifiche ai programmi di screening personalizzati in base a età e stato vaccinale contro HPV. L’11% delle donne target non ha mai fatto il test cervicale: la motivazione più frequente è “non ne sento il bisogno”.

Il nodo delle diseguaglianze

Tutti i dati confermano un trend positivo nel medio periodo, con una progressiva ripresa post-Covid. Ma rimane centrale la questione delle disuguaglianze: l’accesso agli screening è più alto tra le persone con titolo di studio elevato, con meno difficoltà economiche, italiane rispetto alle straniere, e con una rete familiare o sociale stabile. Il gradiente Nord-Sud è ancora troppo ampio per parlare di equità di accesso ai programmi di prevenzione oncologica.

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