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02 Maggio 2022Egualia lancia un percorso formativo per fornire alle aziende associate gli strumenti per calibrare e gestire il proprio impatto in termini ambientali, sociali e di governance con la premessa che le probabilità di avere successo e generare rendimenti aumentano quando le creano valore per tutti i soggetti con cui interagiscono e per la società in generale, ambiente incluso.
I cambiamenti climatici, l’invecchiamento demografico e le disuguaglianze richiedono soluzioni radicali e pongono le aziende di fronte alla necessità di operare nel rispetto dei tre pilasti della sostenibilità - ambientale, sociale ed economica - per assumere buone decisioni d’investimento a lungo termine e preservare il valore delle stesse nel tempo. Da questa consapevolezza trae spunto il progetto formativo sui temi della sostenibilità e dei fattori ESG (Environmental, Social and Governance) inaugurato oggi da Egualia, in collaborazione con l’Associazione Civita, la società Nomisma e il Centro Studi Parlamentari Nomos. Il progetto punta a realizzare un percorso di approfondimento tematico, specifico per le aziende dell’industria del farmaco, al fine di fornire a tutti i partecipanti gli strumenti teorici e pratici relativi all’uso dei fattori ESG e necessari a presentare i bilanci di sostenibilità.
«Le imprese hanno maggiori probabilità di avere successo e generare rendimenti se creano valore per tutti i soggetti con cui interagiscono e per la società in generale, ambiente incluso. Per questo molte società stanno riorganizzando i propri modelli di business per integrare la sostenibilità nelle strategie aziendali e stanno iniziando a considerare il reporting ambientale, sociale e di governance non come un onere normativo, ma come uno strumento per attrarre investitori e finanziamenti. Le aziende del nostro comparto non vogliono farsi trovare impreparate davanti alle nuove sfide dotandosi degli strumenti giusti per calibrare e gestire il proprio impatto in termini ambientali, sociali e di governance», spiega il presidente di Egualia, Enrique Häusermann, commentando l’iniziativa.
«Gli incontri programmati nell’ambito del progetto puntano a sensibilizzare le aziende sui temi inerenti della sostenibilità e dei fattori ESG, promuovendo un cambio di paradigma culturale - spiega Boris Popov, economista e Project Manager di Nomisma -. La conoscenza delle stringenti normative promosse a livello europeo e del loro impatto sul modo di fare impresa nel futuro prossimo aiuterà le aziende a prendere consapevolezza delle nuove opportunità di mercato che possono derivare dal cambiamento - sviluppo prodotti, investimenti, gestione della catena di fornitura, certificazioni, marketing e comunicazione, accesso al credito – e le metterà in grado di realizzare il proprio Bilancio di Sostenibilità per la disseminazione delle informazioni non finanziarie relative alla propria attività».
«Le aziende devono assumere sempre di più un approccio nella visione e gestione dell’impresa orientato alla ricerca di un equilibrio fra profitto economico e generazione di “valore condiviso” con gli stakeholder interni ed esterni, ovvero con tutti i soggetti che possono influire o essere influenzati dall’attività dell’impresa stessa. In quest’ottica» ha spiegato Simonetta Giordani, Segretario Generale dell’Associazione Civita -organizzazione non profit di imprese ed enti di ricerca, attiva nel dialogo pubblico-privato nei settori della cultura, del turismo, del made in Italy e della sostenibilità - ed esperta di Corporate social responsibility.
«Parliamo di un futuro già scritto - commenta Licia Soncini, presidente del Centro studi parlamentari Nomos e consigliera di Atlantia, che interverrà nel percorso sia con la sua testimonianza che con un focus normativo specifico sul settore farmaceutico. - Il nuovo quadro normativo europeo in corso di definizione metterà la sostenibilità sempre più al centro del confronto tra intermediari, gestori e investitori. La finanza sostenibile sarà il leitmotiv del mercato economico. Le imprese non virtuose sotto il profilo sociale e ambientale potrebbero ad esempio avere difficoltà ad accedere al credito, mentre le aziende che faranno della sostenibilità un driver proprio, con impatti positivi misurati e rendicontati, ne ricaveranno benefici e continuità di crescita».
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