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09 Settembre 2026

Payback dispositivi medici, Emilia-Romagna chiede lo stop. Confindustria: serve una svolta

La Regione propone una sanatoria sui debiti 2019-2025 e il superamento del payback. Confindustria Dispositivi Medici sostiene la richiesta e punta a una proposta comune al Governo


Payback dispositivi

La Regione Emilia-Romagna chiede al Governo una sanatoria sui debiti pregressi legati al payback dei dispositivi medici, riferiti al periodo 2019-2025, che non ricada sulle imprese né sul Servizio sanitario regionale. Contestualmente, la Regione propone il superamento definitivo del meccanismo che fissa un tetto alla spesa pubblica per i dispositivi medici, a livello nazionale e locale.

La posizione è stata discussa in un incontro a Bologna e sarà ribadita formalmente al Governo. La Regione intende inoltre porre in Conferenza delle Regioni il tema di un finanziamento adeguato del Fondo sanitario nazionale per i prossimi tre anni.

Accanto alla richiesta di sanatoria e di superamento del payback, l’Emilia-Romagna propone una soluzione strutturale per il governo della spesa pubblica sui dispositivi medici, con l’obiettivo di garantire l’accesso alle tecnologie più innovative ed efficaci.

«Bisogna agire subito: il payback era nato come strumento di contenimento della spesa, ma si è progressivamente trasformato in un modello che la aumenta, scaricando i conti in maniera insostenibile sulle imprese e sui bilanci sanitari regionali», dichiarano Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, e Massimo Fabi, assessore alle Politiche per la salute. Secondo Colla e Fabi, è necessaria «una sanatoria sostenibile» per la copertura dei pagamenti relativi al periodo 2019-2025 e il meccanismo deve essere definitivamente archiviato.

Sulla posizione della Regione è intervenuta anche Confindustria Dispositivi Medici. «La proposta dell’Emilia-Romagna di superare il payback e affrontare il debito pregresso rappresenta un passo importante», ha dichiarato Fabio Faltoni, presidente della Federazione, auspicando che l'iniziativa venga raccolta dalle altre Regioni e condivisa in Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. 

Faltoni ha ribadito la posizione il 9 settembre durante un’audizione in Conferenza Stato-Regioni. Secondo il presidente di Confindustria Dispositivi Medici, imprese, Regioni e Servizio sanitario condividono una criticità legata alla distanza tra fabbisogni sanitari e tetti di spesa. La proposta è arrivare a un'iniziativa comune verso il Governo per superare il payback, tutelare gli equilibri dei bilanci regionali e costruire un nuovo modello di governo della spesa, con una transizione accompagnata da tempi certi e adeguate coperture. 

Per Confindustria Dispositivi Medici, il superamento del payback non comporterebbe la rinuncia al controllo della spesa pubblica. L'indicazione è passare da un controllo ex post a un modello basato su programmazione, dati e valutazione del valore delle tecnologie, con una spesa programmata in funzione dei bisogni di salute e dei risultati. 

La richiesta dell’Emilia-Romagna e la posizione dell'industria convergono quindi sul superamento del meccanismo, ma al momento non risulta dalle fonti una decisione nazionale già assunta sulla sanatoria o sull'archiviazione del payback.

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