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04 Settembre 2026

Oculistica, la Lombardia anticipa la valutazione dell'ortottista per ridurre le liste d'attesa

La Commissione di albo nazionale degli Ortottisti della FNO TSRM e PSTRP promuove il nuovo modello regionale: valutazione ortottica di primo livello prima della visita oculistica


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La Regione Lombardia introduce un percorso di valutazione ortottica di primo livello per contribuire a ridurre i tempi di attesa delle prestazioni oculistiche. La sperimentazione, avviata a inizio agosto, prevede che in determinati casi la valutazione dell'ortottista preceda la visita oculistica, con l'obiettivo di individuare le situazioni che possono essere gestite nell'ambito delle competenze ortottiche e indirizzare allo specialista i casi che richiedono un approfondimento diagnostico. La Commissione di albo nazionale degli Ortottisti della FNO TSRM e PSTRP accoglie con favore il modello lombardo e parla di una riorganizzazione dei percorsi che può migliorare l'appropriatezza delle prestazioni, rafforzare l'integrazione tra professionisti e rendere più efficiente l'accesso alle cure.

"Quella intrapresa da Regione Lombardia resta l'unica strada giusta da percorrere", afferma la presidente della Commissione di albo nazionale Lucia Intruglio, secondo cui è necessario "riorganizzare i percorsi di cura, valorizzando le competenze professionali esistenti e già riconosciute dalla normativa vigente". Il modello prevede due percorsi. Per i bambini in età prescolare è previsto uno screening ortottico ambulatoriale, su prescrizione del pediatra di libera scelta, finalizzato all'individuazione precoce di strabismi, ambliopie e altri disturbi della visione binoculare. Per gli adulti è invece prevista la presa in carico ortottica delle richieste relative a calo del visus, controllo della refrazione o cambiamento delle lenti, sempre su prescrizione medica. Al termine della valutazione, l'ortottista può concludere il percorso in assenza di elementi di rilievo, programmare un follow-up ortottico oppure indirizzare la persona alla prima visita oculistica quando emergano condizioni che richiedono un approfondimento specialistico. Il codice di riferimento rimane il 93.02, "Valutazione ortottica con studio completo della motilità oculare", già previsto dal nomenclatore della specialistica ambulatoriale. Per la Commissione nazionale, il modello lombardo si inserisce in un quadro più ampio di sperimentazione di nuovi percorsi per la salute visiva. Un'esperienza analoga, con caratteristiche differenti, è stata avviata in Liguria, dove sono stati introdotti programmi di screening gratuiti con esami OCT effettuati dall'ortottista nelle farmacie.

Gli esiti vengono successivamente trasmessi al medico per la valutazione e la diagnosi clinica. Secondo Intruglio, questi modelli "mettono l'Ortottista al centro, riconoscendo tale professione come fondamentale per la salute visiva". La valutazione della funzione visiva, sottolinea, "è un atto sanitario complesso, dal quale dipendono eventuali decisioni cliniche, con ricadute concrete sulla qualità di vita delle persone". La Commissione di albo ribadisce che prevenzione visiva, valutazione funzionale e riabilitazione costituiscono il nucleo delle competenze dell'ortottista e richiedono una specifica formazione sanitaria. Nel percorso assistenziale, il ruolo dell'ortottista si integra con quello dell'oculista, professionista deputato alla valutazione specialistica e alla diagnosi clinica, oltre che con quello del pediatra di libera scelta per gli screening nell'età evolutiva e dell'ottico per le attività previste dalla normativa. Il tema investe quindi anche l'organizzazione dell'offerta sanitaria e la gestione delle liste d'attesa. La Commissione nazionale degli Ortottisti auspica che le esperienze avviate in Lombardia e Liguria possano essere adottate anche in altre Regioni. "Valorizzare le competenze già esistenti significa ridurre sprechi, accorciare i tempi di accesso e garantire risposte più tempestive ai bisogni di salute visiva", conclude Intruglio.

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