liste attesa
09 Settembre 2026In audizione alla Camera l’associazione contesta il nuovo assetto dell’Organismo di verifica e chiede di mantenerne il focus sulle liste d’attesa

Il DL 144/2026 rischia di depotenziare gli strumenti di contrasto alle liste d’attesa e di modificare profondamente l’organizzazione del Ministero della Salute. È la posizione espressa da Salutequità durante l’audizione sul disegno di legge di conversione del decreto presso le Commissioni Bilancio e Ambiente della Camera.
Secondo l’associazione, il provvedimento interviene sull’Organismo di verifica istituito dalla legge 107/2024, eliminando i poteri di accesso, controllo e ispezione e attribuendogli nuove competenze. Salutequità contesta inoltre la frammentazione delle attività per il contrasto alle liste d’attesa, la riassegnazione dei poteri sostitutivi e l’assenza di un regime transitorio per la riorganizzazione.
Tra i punti sollevati c’è il ritorno della gestione delle liste d’attesa alla Direzione generale della Programmazione sanitaria. Per Salutequità questa scelta riporta il tema nell’ambito dell’ordinaria amministrazione, mentre la risposta straordinaria prevista dalla legge 107/2024 non avrebbe ancora prodotto tutti i risultati attesi.
L’associazione richiama anche le nuove funzioni attribuite all’Organismo di verifica. Le competenze previste spaziano dal Piano sanitario nazionale al Patto per la Salute, dalla ricerca sanitaria alla prevenzione, fino agli Irccs e al coordinamento dei programmi nazionali. Secondo Salutequità, questo assetto potrebbe determinare sovrapposizioni con le Direzioni generali e i Dipartimenti del Ministero.
Un altro punto riguarda i poteri sostitutivi in caso di inadempienze regionali. Il DL li assegna al ministro, mentre il Responsabile unico regionale dell’assistenza sanitaria (Ruas), secondo quanto riportato dall’associazione, trasmette i propri rapporti ad Agenas. Per Salutequità, questo meccanismo rende più complesso il flusso informativo tra il livello regionale e il Ministero.
L’associazione contesta inoltre l’assenza, nelle relazioni illustrative e tecniche del provvedimento, di dati sulle performance delle strutture ministeriali e di una valutazione d’impatto della riorganizzazione.
«Chiediamo che il Parlamento e il Governo – ha dichiarato Tonino Aceti, presidente di Salutequità – rivedano il provvedimento, mantenendo il focus dell’Organismo di verifica sul contrasto alle liste d’attesa e facendolo partire concretamente, visto che sono trascorsi già due anni dall’approvazione della Legge sulle liste di attesa e quindi dall’istituzione dell’Organismo stesso, senza che questo abbia ancora mosso passi concreti».
Sulla riorganizzazione del Ministero, Aceti chiede inoltre «una riflessione più ampia e partecipata» per garantire risposte ai bisogni dei cittadini e valorizzare le competenze delle strutture tecniche.
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