Login con

nomenclatore

09 Settembre 2026

Nomenclatore, Uap: il 78% delle tariffe non aumenta. Chiesto l’intervento di Salute e Mef

Secondo l’analisi dell’associazione, 1.591 tariffe su 2.040 non aumentano. Per l’85,7% delle prestazioni i valori proposti restano sotto la rivalutazione Istat


tariffario medico

Il 78% delle tariffe del nuovo nomenclatore analizzate dall’Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata (Uap) non registra aumenti. L’associazione, che rappresenta circa 27.000 strutture della sanità privata accreditata e 350.000 lavoratori, chiede un intervento del ministero della Salute e del ministero dell’Economia e delle Finanze sui rimborsi riconosciuti dal Servizio sanitario nazionale per visite, esami e prestazioni diagnostiche.

I dati sono stati presentati il 9 settembre a Roma nel corso di una conferenza stampa organizzata dall’Uap. Secondo l’analisi dell’associazione, sulle 2.040 tariffe esaminate 1.591, pari al 78%, non aumentano. Gli incrementi riguardano 448 tariffe, ma per 156 di queste la crescita risulta inferiore all’inflazione maturata da novembre 2024.

Nel complesso, sostiene Uap, per 1.748 prestazioni su 2.040, pari all’85,7%, la tariffa proposta a luglio 2026 risulta inferiore al valore che avrebbe raggiunto la corrispondente tariffa di novembre 2024 con la sola rivalutazione monetaria calcolata dall’Istat.

L’associazione solleva inoltre dubbi sul procedimento seguito per la determinazione delle nuove tariffe. «Dopo l’annullamento del precedente decreto, il nuovo procedimento avrebbe dovuto superare proprio le carenze dell’istruttoria precedente», ha dichiarato Mariastella Giorlandino, presidente Uap.

Secondo Giorlandino, per diverse discipline rimangono dubbi sulla disponibilità di dati analitici riferiti alle singole prestazioni. L’associazione segnala inoltre l’utilizzo di costi riferiti a gruppi di prestazioni e, per la medicina di laboratorio, l’esclusione dall’analisi economica delle strutture con meno di 200.000 prestazioni annue.

Uap chiede quindi che siano resi pubblici i dati utilizzati, il metodo seguito e il percorso attraverso il quale il costo delle prestazioni è stato tradotto nella relativa tariffa.

«Non stiamo parlando soltanto dei conti delle strutture private: una tariffa sbagliata danneggia la sanità pubblica», ha affermato Giorlandino. Secondo la presidente Uap, una tariffa troppo bassa può determinare uno spostamento dei costi all’interno del bilancio pubblico e, nel privato accreditato, ridurre la capacità di investimento e, nel tempo, anche quella di erogare prestazioni.

L’associazione chiede quindi un cambiamento del metodo utilizzato: prima la determinazione trasparente del costo della singola prestazione e successivamente la definizione di una tariffa verificabile.

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:

Seguici su Youtube! Seguici su Linkedin! Segui il nostro Podcast su Spotify!

Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE

09/09/2026

In audizione alla Camera l’associazione contesta il nuovo assetto dell’Organismo di verifica e chiede di mantenerne il focus sulle liste d’attesa

09/09/2026

Accordo triennale per sviluppare indicatori e metodologie sulla centralità della persona. Tra gli obiettivi, definire le basi scientifiche per un Osservatorio nazionale

09/09/2026

La Regione propone una sanatoria sui debiti 2019-2025 e il superamento del payback. Confindustria Dispositivi Medici sostiene la richiesta e punta a una proposta comune al Governo

09/09/2026

Invecchiamento demografico e divari nell'accesso a screening e terapie guideranno la crescita dell'incidenza dei tumori. cresce l'allarme per le disuguaglianze terapeutiche

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)

Top