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Pharma

31 Marzo 2026

Farmaci, aziende rinviano i lanci in Europa. Effetto delle politiche Usa sui prezzi

I nuovi lanci in Europa sono calati del 35% dopo l’introduzione del modello MFN negli Stati Uniti. Le aziende attendono chiarezza sui prezzi Usa


farmaci

Le aziende farmaceutiche stanno rinviando il lancio di alcuni nuovi medicinali in Europa a causa dell’incertezza legata alle politiche sui prezzi introdotte negli Stati Uniti dall’amministrazione di Donald Trump, secondo quanto riportato da Reuters.

La Casa Bianca ha avviato iniziative per ridurre il costo dei farmaci negli Stati Uniti, tradizionalmente più elevato rispetto ad altri Paesi ad alto reddito, introducendo il modello di riferimento internazionale dei prezzi, noto come “most-favoured-nation” (MFN), che collega i prezzi statunitensi a quelli praticati in altri mercati, inclusa l’Europa.

Secondo quanto riferito da dirigenti del settore, da un’associazione industriale e da dati condivisi con Reuters, questa impostazione ha portato le aziende a rinviare l’introduzione di alcuni farmaci nei mercati europei, dove la spesa sanitaria è inferiore, per evitare effetti al ribasso sui prezzi nel mercato statunitense, stimato in circa 700 miliardi di dollari.

“Stiamo osservando i primi segnali di ritardi nell’introduzione in Europa”, ha dichiarato Stefan Oelrich, presidente della Federazione europea delle industrie e associazioni farmaceutiche (EFPIA) e dirigente di Bayer, sottolineando che si tratta di “una conseguenza dell’incertezza su cosa questo comporterà per i prezzi negli Stati Uniti”.

I dati della società di analisi GlobalData indicano che i lanci di nuovi farmaci in Europa sono diminuiti di circa il 35% nei dieci mesi successivi all’introduzione dell’ordine esecutivo statunitense, rispetto ai dieci mesi precedenti.

Il fenomeno riflette una strategia delle aziende volta a ritardare l’introduzione dei prodotti nei mercati europei, caratterizzati da prezzi più bassi, per preservare livelli di prezzo più elevati negli Stati Uniti.

In Europa, i governi negoziano i prezzi dei farmaci con i sistemi sanitari nazionali, contribuendo a contenerne il costo. Negli Stati Uniti, invece, i prezzi sono determinati attraverso negoziazioni tra aziende, assicurazioni, pharmacy benefit manager e altri attori, con meccanismi di sconto e rimborsi negoziati rispetto ai prezzi di listino.

Secondo Lionel Collet, presidente dell’autorità sanitaria francese HAS, le aziende stanno rinviando le decisioni relative ai programmi di accesso precoce. “L’arrivo di Trump ha modificato la strategia delle aziende su come portano i prodotti sul mercato”, ha affermato, aggiungendo che le decisioni di accesso anticipato in Francia sono scese a 10 nel 2025 rispetto alle 25 del 2024.

Collet ha inoltre evidenziato che i prezzi dei farmaci in Francia sono pari a circa un terzo di quelli statunitensi e che i livelli di prezzo in Francia e Germania influenzano anche quelli di altri Paesi europei.

Un esempio citato riguarda l’azienda statunitense Insmed, che ha dichiarato a febbraio di aver rinviato il lancio in Germania del farmaco antinfiammatorio Brensocatib a causa dell’incertezza sulle politiche di prezzo negli Stati Uniti. “Vogliamo chiarezza sulle politiche MFN”, ha dichiarato l’amministratore delegato William Lewis, spiegando che la scelta prudente è quella di sospendere temporaneamente i lanci in attesa di definizioni più chiare.

Secondo quanto riportato da Reuters, questa dinamica rafforza il ruolo degli Stati Uniti come primo mercato di riferimento per il lancio dei nuovi farmaci e pone nuove sfide per le politiche europee sui prezzi, in un contesto di crescente competizione tra sistemi sanitari.

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