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Ipertensione

15 Maggio 2026

Ipertensione, cardiologi: l’Italia è senza un piano cardiovascolare nazionale

In occasione della Giornata mondiale dell’ipertensione, società scientifiche e Confindustria dispositivi medici chiedono screening più diffusi e una strategia nazionale sulla prevenzione cardiovascolare


Cardiologo cuore

L’Italia non dispone ancora di un piano cardiovascolare nazionale strutturato e la prevenzione resta “frammentata e disomogenea”, con forti differenze regionali nell’accesso agli screening e ai percorsi di cura. È il messaggio lanciato dalle principali società scientifiche cardiologiche italiane in occasione della Giornata mondiale dell’ipertensione del 17 maggio. 

Secondo il comunicato diffuso da Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione, Società Italiana di Cardiologia Interventistica, Società Italiana di Cardiologia, ITACARE-P e Confindustria Dispositivi Medici, l’ipertensione continua a rappresentare uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare nel Paese.

Le malattie cardiovascolari restano infatti la prima causa di morte in Italia, con circa il 30% dei decessi e un impatto economico stimato in oltre 20 miliardi di euro tra costi sanitari diretti e perdita di produttività. 

“Nonostante le evidenze e gli strumenti disponibili, la prevenzione e il trattamento delle patologie cardiovascolari in Italia resta frammentata e disomogenea, con forti differenze tra Regioni nell’accesso agli screening e alle opzioni di trattamento più efficaci e innovative”, hanno dichiarato le società scientifiche nel documento diffuso per la Giornata mondiale dell’ipertensione. 

Secondo i firmatari, è necessario rafforzare il ruolo del territorio e avviare programmi nazionali di screening cardiovascolare e percorsi diagnostico-terapeutici uniformi per individuare precocemente i fattori di rischio e migliorare la gestione delle patologie croniche.

Nel documento viene richiamato anche il Safe Hearts Plan della Commissione europea, che invita gli Stati membri a sviluppare entro il 2027 un piano nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie cardiovascolari. Per rispondere a questo obiettivo, le società scientifiche insieme a Confindustria dispositivi medici hanno elaborato un “Piano cardiovascolare per l’Italia”, basato su dieci priorità di sistema. 

Tra le proposte indicate figurano la definizione di un Piano nazionale cardiovascolare, il rafforzamento della prevenzione primaria e secondaria, l’attivazione di screening diffusi e uniformi, il potenziamento dell’assistenza territoriale e l’integrazione tra ospedale e territorio. Il documento richiama inoltre la necessità di standardizzare i percorsi di cura, ridurre ricoveri evitabili e sostenere strumenti digitali e modelli organizzativi orientati alla continuità assistenziale. 

“Il tema oggi non è solo clinico, ma di organizzazione del sistema”, ha dichiarato Guido Beccagutti, direttore generale di Confindustria dispositivi medici. “Serve una strategia nazionale che renda la prevenzione un livello essenziale e accessibile a tutti i cittadini”.

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