Governo e Parlamento
28 Aprile 2022Rafforzare i Dipartimenti di prevenzione e prevedere un Hub vaccinale ogni 100mila abitanti. Queste le richieste che la Società italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (Siti) ha scritto ed inviato tramite una lettera al ministro della Salute Roberto Speranza, al direttore della Prevenzione del mistero, Giovanni Rezza, al presidente della Conferenza delle Regioni e Province autonome Massimiliano Fedriga e al presidente della Conferenza Stato-Regioni, Mario Draghi. «Questa lettera nasce da una preoccupazione - Viviamo un momento molto complicato, la fase emergenziale legata alla pandemia Covid è finita ma non certo è finito impegno maggiore che i servizi sanitari dovranno affrontare per convivere con il Covid. Questi due anni di emergenza hanno lasciato dei segni molto importanti. Dal punto di vista economico generale ma anche sulla salute degli italiani», spiega a Sanità33 Enrico Di Rosa, direttore del servizio di Igiene pubblica Asl Roma 1 e coordinatore Collegio Operatori della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica spiega la preoccupazione che ha spinto la società a scrivere questa lettera.
«A fronte dell'atteggiamento positivo e ottimistico per le disponibilità economiche che derivano dal PNRR – spiega Di Rosa - di recente si sono fatte avanti delle nubi scure di queste previsioni. La situazione internazionale e le prospettive di guerra hanno fatto modificare l’attesa crescita economica». Motivo per cui, «è assolutamente necessario che tutte queste risorse economiche del PNRR che consentiranno di fare importanti investimenti in strutture, in tecnologie e nella definizione di nuovi assetti, trovino risorse umane adeguate, fondamentali in sanità per poter garantire l'assistenza ai cittadini. Si rischierebbe, senza fare questo sforzo, che questi investimenti, si rischierebbe che il PNRR diventi un’occasione persa». La Società Italiana d’Igiene chiede, quindi, di garantire una chiara configurazione strutturale ed operativa del Dipartimento di Prevenzione.
Anche alla luce dell’esperienza recente, osserva l’esperto «i Dipartimenti di Prevenzione sono stati coinvolti in prima linea e hanno risposto efficacemente per la gestione ed il contrasto dell’emergenza Covid-19». L’esperto auspica pertanto che nel Dm71 «sia recuperato il riferimento a standard qualitativi e quantitativi di personale del Dipartimento di Prevenzione, oppure si rimandi la definizione di detti standard ad un ulteriore specifico prevedimento». La società di igiene chiede, inoltre, la necessità di individuare chiaramente il dimensionamento e la configurazione operativa degli Hub vaccinali, strutture di rilevanza strategica per la Sanità territoriale e per il Paese, «che quello di straordinario che c’è stato durante la pandemia, diventi ordinario». Anche alla luce della recente esperienza pandemica, la Società Italiana d’Igiene ritiene appropriata la previsione di un Hub vaccinale ogni 100mila abitanti. «In ogni Asl e in ogni ambito territoriale importante, è importante che sia mantenuto stabilmente un grande centro vaccinale che consentirò di mettere in atto nuove programmazioni vaccinali per la vaccinazione anti covid ma soprattutto, con questa nuova modalità organizzative, di recuperare il terreno perduto nei confronti delle coperture vaccinali per le altre patologie infettive che, come avvenuto in tanti ambiti, sono andati in sofferenza durante l'emergenza». Conclude Di Rosa.
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