Obesità
16 Ottobre 2025Il relatore della norma appena approvata: una scelta di civiltà e di sostenibilità per il Servizio sanitario. Prevenzione, educazione e ruolo dei Comuni sono parte della stessa strategia di salute pubblica

“L’Italia è il primo Paese al mondo ad aver riconosciuto l’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante. Ora dobbiamo darle piena attuazione”. È l’appello dell’onorevole Roberto Pella, relatore e primo firmatario della legge sull’obesità, intervistato da Sanità33.
Per il deputato, si tratta di una “scelta di civiltà” che mira a garantire cure, prevenzione e pari dignità ai sei milioni di italiani che vivono con obesità, superando stigma e diseguaglianze di accesso.
“Le persone con obesità meritano cure adeguate e il riconoscimento della loro condizione come patologia, non come colpa personale. L’obiettivo ora è portare l’obesità nei LEA e nel Piano nazionale della cronicità, così da assicurare trattamenti uniformi su tutto il territorio”, ha spiegato Pella.
Secondo i dati richiamati dal relatore nell’intervista, oltre la metà degli adulti italiani è in eccesso di peso, e un bambino su tre presenta sovrappeso o obesità. “Questi numeri – ha aggiunto – impongono un cambio di prospettiva. La prevenzione deve iniziare dall’infanzia, coinvolgendo scuole, famiglie e istituzioni locali”.
Osservatorio nazionale e fondo dedicato
La legge istituisce presso il Ministero della Salute un Osservatorio sull’obesità per monitorare i dati epidemiologici, coordinare le strategie regionali e promuovere la formazione. È inoltre previsto un fondo dedicato per la cura e la prevenzione, con attenzione alle fasce più fragili.
“Dobbiamo garantire equità anche economica – ha sottolineato Pella –. I costi dei farmaci e delle terapie non possono gravare interamente sulle famiglie. Lo Stato deve sostenere chi è più esposto”.
L’iter attuativo coinvolgerà la Conferenza delle Regioni, con il contributo del professor Andrea Lenzi, presidente del CNR e coordinatore scientifico del gruppo di lavoro che ha accompagnato la norma. “C’è piena collaborazione istituzionale. È un gioco di squadra che vede impegnati Governo, Parlamento, Regioni e Comuni”, ha detto Pella, ringraziando in particolare i ministri Orazio Schillaci e Giancarlo Giorgetti per il sostegno politico e finanziario.
Educazione, sport e welfare aziendale come strumenti di salute
Pella richiama il ruolo della prevenzione e dell’educazione alla salute: “Serve un’alleanza tra scuola, sanità, sport e comunità locali. I sindaci e le amministrazioni devono essere protagonisti, con iniziative concrete come le palestre a cielo aperto, i percorsi per i 10.000 passi, le politiche di welfare aziendale”.
Il relatore invita a un cambio culturale di lungo periodo: “Come per la raccolta differenziata, serviranno anni per costruire una nuova consapevolezza, ma è l’unico modo per ridurre i costi sanitari e migliorare la qualità della vita”.
“Investire in prevenzione è sostenibilità”
Il deputato lega la legge anche alla sostenibilità economica del Servizio sanitario nazionale.
“L’80-85% dei bilanci regionali è assorbito dalla spesa sanitaria. Se non investiamo sulla prevenzione, il sistema non potrà reggere. La salute non è un costo, ma un investimento produttivo”.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che nel 2035 i costi globali dell’obesità supereranno 4,3 trilioni di dollari, più della pandemia da Covid-19. “Sono cifre che spiegano la portata del problema – ha osservato Pella –. Questa legge nasce per invertire la rotta: prevenire, curare e restituire dignità alle persone è anche un modo per garantire il futuro del nostro sistema sanitario”.
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