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20 Novembre 2025

Ssn, Schillaci: modello integrato pubblico-privato e più risorse sul Fondo sanitario

Alla Camera il ministro Schillaci respinge la “deriva privatistica” e rivendica ruolo centrale del pubblico


Schillaci camera

“Il settore pubblico mantiene il ruolo centrale e di garanzia, mentre il privato accreditato opera in modo complementare”. Lo ha affermato Orazio Schillaci, ministro della Salute, alla Camera contestando l’idea di una “deriva privatistica” del Servizio sanitario nazionale e richiamando l’esigenza di accesso tempestivo e universalistico alle prestazioni.

L’intervento è avvenuto durante il Question time, in risposta a un’interrogazione sulle iniziative per sostenere le Regioni nell’abbattimento delle liste d’attesa e nella piena erogazione dei Lea, con l’obiettivo di evitare processi di privatizzazione del sistema. Schillaci ha sostenuto che il rapporto tra pubblico e privato va inteso come integrazione regolata e non come contrapposizione ideologica, con il ricorso al privato accreditato quando il pubblico non riesce a garantire una prestazione in tempo utile.

Secondo il ministro, il finanziamento sanitario mostra un incremento rispetto agli anni precedenti. Il Fondo sanitario nazionale è passato da 125 miliardi nel 2022 a una previsione di 142,9 miliardi nel 2026, pari a quasi 18 miliardi di aumento in quattro anni. Il ministro ha indicato anche un incremento complessivo di 7,4 miliardi sul 2026 e ha criticato le ricostruzioni che parlano di tagli, definendole “non supportate dai dati”.

Schillaci ha precisato la distinzione tra Fondo sanitario nazionale, che finanzia il fabbisogno standard per i Lea, e la spesa sanitaria totale indicata nel Documento programmatico, che comprende anche Istituto superiore di sanità, Aifa, Agenas, Croce Rossa e spese extra-Lea. Secondo il ministro, confrontare aggregati diversi produce letture distorte della dinamica di spesa.

Sul rapporto spesa sanitaria-Pil, Schillaci ha evidenziato la natura congiunturale dell’indicatore, legata all’andamento del Pil. Ha inoltre dichiarato che nel 2026 il rapporto del Fondo sul Pil aumenterà grazie alle risorse aggiuntive, mentre la spesa sanitaria totale resterà al 6,5% secondo l’ultimo Documento di finanza pubblica. Il ministro ha richiamato infine i dati di longevità, citando 23.500 centenari in Italia.

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