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20 Novembre 2025FluWarning è un sistema digitale segnala variazioni genetiche associate al salto di specie nei virus influenzali

FluWarning è un sistema digitale che analizza il codice genetico dei virus influenzali e segnala variazioni associate al salto di specie. È stato sviluppato da un team del Politecnico di Milano e dell’Università degli Studi di Milano, con pubblicazione su Science Advances nell’ambito del PRIN PNRR 2022 SENSIBLE. Il sistema identifica cambiamenti nelle sequenze virali che possono indicare la trasmissione da una specie all’altra, come dagli uccelli al bestiame o all’uomo.
Per la messa a punto sono stati utilizzati i dati della piattaforma GISAID. FluWarning apprende quali sono le sequenze attese dei virus influenzali e genera un’allerta quando rileva mutazioni considerate significativamente diverse. A seconda delle impostazioni può analizzare singole sequenze o gruppi di sequenze anomale. I ricercatori hanno inizialmente addestrato il sistema sulla pandemia di H1N1 del 2009 e lo hanno poi applicato all’influenza aviaria H5N1, ceppo altamente patogeno diffuso tra gli uccelli e riscontrato anche nel bestiame statunitense.
«Grazie alla semplice installazione e alla possibilità di analisi locali e temporali, il software può essere utilizzato da laboratori o istituzioni di sorveglianza genomica a livello regionale», ha affermato Anna Bernasconi, responsabile del progetto. Secondo la ricercatrice, il sistema è già operativo e può fornire riscontri quotidiani sui cambiamenti osservati.
Nel biennio 2024-2025 due genotipi di H5N1 sono stati collegati a focolai in diversi Stati americani, con infezioni nel bestiame da latte. «FluWarning ha individuato cluster di attività virale in vari Stati e in particolare in California, dove è stato dichiarato lo stato di emergenza il 18 dicembre 2024. Alcune allerte sono comparse prima dei rapporti ufficiali», ha riferito Matteo Chiara, sottolineando la rilevazione di mutazioni nella proteina emoagglutinina.
«Rendere questa tecnologia ampiamente accessibile può contribuire a rafforzare la sorveglianza globale su un tema di impatto collettivo», ha concluso Stefano Ceri.
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