liste attesa
17 Novembre 2025Il ministro Schillaci indica che, in caso di sbilanciamento tra prestazioni pubbliche e attività intramoenia, si può valutare la sospensione temporanea di quest'ultima

«La libera professione dei medici è un diritto, ma non può negare la prestazione pubblica». Il ministro della Salute Orazio Schillaci, in un’intervista a La Stampa, richiama il tema dello sbilanciamento tra attività istituzionale e intramoenia. «Il problema nasce quando ci sono più prestazioni a pagamento che nel Servizio sanitario nazionale, quando l’attesa pubblica è di sei mesi e l’intramoenia di due settimane. Se lo sbilanciamento nega il diritto alle cure, è verosimile ipotizzare una sospensione temporanea».
Schillaci ricorda che «il patto è chiaro: prima il pubblico, poi il privato convenzionato». Riguardo alla crescita del dieci per cento dell’intramoenia negli ospedali, conferma che dove vengono rilevate criticità «interveniamo per garantire equità».
In merito alla norma applicata dal Piemonte e da altre Regioni, che consente ai cittadini di rivolgersi gratuitamente al privato quando non ottengono prestazioni nei tempi dovuti, il ministro afferma che si tratta di «una norma che serve proprio a dare una risposta concreta quando il pubblico non riesce a garantire i tempi», precisando però che «non può essere la soluzione strutturale». Per lo stesso Piemonte, Schillaci cita il modello delle prestazioni in slot prefestivi, festivi e serali, con 199.334 prestazioni erogate.
Sul versante del territorio, il ministro indica il potenziamento dell’assistenza domiciliare integrata e il ruolo delle Case della Comunità come luogo di incontro fra sanitario e sociale. «La sostenibilità non è solo questione di quanti soldi mettiamo, ma di come li spendiamo».
Schillaci richiama anche la situazione degli anziani e delle Rsa: «Molte famiglie credono che le Asl debbano coprire il cento per cento delle rette, ma il pieno rimborso sanitario è previsto solo per i non autosufficienti più gravi».
Riguardo al personale, il ministro sottolinea la carenza di infermieri. Nella manovra sono previsti fondi per 6.000 assunzioni, mentre nell’immediato si ricorre anche a protocolli con l’estero. «È la vera emergenza: il tema è rendere attrattiva la professione».
Sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale, Schillaci indica che la manovra prevede 136,5 miliardi per il 2025, oltre dieci miliardi in più rispetto al 2022. Richiama inoltre la mancata utilizzazione, da parte di alcune Regioni, dei fondi assegnati per le liste d’attesa: «Questo è il vero scandalo».
Conclude richiamando «organizzazione seria delle agende» e «coordinamento fra pubblico e privato» come strumenti per garantire il diritto alla salute, soprattutto per i cittadini più fragili.
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