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10 Luglio 2025A partire dall’anno fiscale 2026, il National Institutes of Health (NIH) introdurrà un tetto massimo ai costi di pubblicazione (APC, Article Processing Charges) ammissibili nei budget dei progetti di ricerca

Giro di vite negli Stati Uniti sulle tariffe editoriali applicate per la pubblicazione in open access di ricerche finanziate con fondi pubblici. A partire dall’anno fiscale 2026, il National Institutes of Health (NIH) introdurrà un tetto massimo ai costi di pubblicazione (APC, Article Processing Charges) ammissibili nei budget dei progetti di ricerca. L’annuncio è stato dato dal direttore Jay Bhattacharya, che ha spiegato come la misura intenda garantire l’equità nell’accesso ai risultati della ricerca e una gestione più responsabile del denaro dei contribuenti.
“Sono profondamente preoccupato per il carico finanziario eccessivo che grava sul pubblico – afferma Bhattacharya – i cittadini finanziano la ricerca, ma poi rischiano di pagare una seconda volta per accedere ai suoi risultati. Vogliamo evitare che i costi di pubblicazione diventino barriere inutili e discriminatorie.”
Come riportato nella nota ufficiale del NIH e rilanciato da Ansa, il nuovo regolamento mira a contrastare una dinamica ormai consolidata nel sistema editoriale accademico: alcuni editori applicano APC fino a 13.000 dollari per articolo, pur ricevendo già ingenti somme in abbonamenti istituzionali da enti governativi. Secondo il NIH, un singolo gruppo editoriale arriverebbe a incassare oltre 2 milioni di dollari l’anno solo in abbonamenti dall’agenzia americana, a cui si sommano decine di milioni in spese di pubblicazione.
“Stiamo costruendo un ambiente di ricerca più trasparente e onesto, e questa riforma – spiega ancora Bhattacharya – renderà la scienza accessibile non solo al pubblico, ma anche alla comunità scientifica, correggendo incentivi economici oggi distorti.”
Il tetto ai costi di pubblicazione si inserisce in un quadro più ampio di impegni dell’NIH per l’open access e la condivisione responsabile dei dati, già attuati tramite strumenti come:
La decisione del NIH è destinata ad avere ripercussioni anche a livello internazionale, in quanto molti editori globali operano indistintamente su autori e istituzioni di tutto il mondo. Per gli enti di ricerca europei e italiani, che affrontano da anni crescenti difficoltà nella gestione dei costi editoriali, la scelta americana può rappresentare un precedente importante.
“Si tratta di una presa di posizione netta contro i meccanismi economici che trasformano l’accesso alla scienza in un privilegio – osservano da ambienti accademici europei – e apre la strada a un confronto più ampio sul futuro sostenibile dell’editoria scientifica.”
Resta da vedere se anche le agenzie europee, come l’ERC o Horizon Europe, adotteranno provvedimenti analoghi per armonizzare l’accesso aperto alla conoscenza con la sostenibilità economica della ricerca.
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