liste attesa
25 Maggio 2026Al Festival dell’Economia di Trento il ministro della Salute rivendica i primi risultati sulle liste d’attesa, rilancia la strategia sul personale sanitario e apre al confronto sulla riforma della medicina generale.

“Sulle liste d’attesa sono fiero come ministro di aver messo mano a questa questione dove registriamo più di venti anni di rinvii e di decisioni non prese”. Lo ha dichiarato il ministro della Salute Orazio Schillaci intervenendo al Festival dell’Economia di Trento.
Secondo il ministro, il Governo “ha approvato una legge per mettere ordine” e “cominciamo a vedere i primi miglioramenti sia sul numero delle prestazioni che è in aumento sia sulla riduzione dei tempi”.
Schillaci ha ribadito che “i cittadini non possono pagare inefficienze e ritardi del sistema” e che, se il servizio pubblico non riesce a garantire una prestazione nei tempi previsti, “quella visita o quell’esame diagnostico dev’essere assicurato o nell’intramoenia o nel privato accreditato senza costi aggiuntivi rispetto al ticket o all’esenzione”.
“Il diritto alla cura viene prima della burocrazia”, ha aggiunto il ministro.
Nel corso dell’intervento Schillaci ha affrontato anche il tema della carenza di personale sanitario, definendolo “un tema non solo italiano” e richiamando in particolare le criticità relative agli infermieri, “come mostrano i dati Ocse”.
Il ministro ha quindi citato l’accordo firmato nei giorni scorsi con l’India, spiegando che “stiamo formando i nostri infermieri del futuro” ma che, nel frattempo, “abbiamo bisogno come tanti altri Paesi d’Europa anche di molti operatori sociosanitari, che possiamo prendere proprio da Paesi come l’India che hanno un tipo di formazione simile alla nostra”.
Schillaci ha inoltre affrontato il tema della riforma della medicina generale e del rafforzamento della sanità territoriale.
“Vorrei portare i medici di medicina generale dentro al futuro del Servizio sanitario nazionale, che non può che passare per il rafforzamento della medicina territoriale”, ha affermato il ministro, aggiungendo che “il punto non è il tipo di rapporto di lavoro, non è un problema di forma ma di sostanza”.
Secondo Schillaci, l’obiettivo è “avviare davvero le Case di Comunità” e consentire ai medici di famiglia di avere “meno impegni burocratici” per “tornare al loro lavoro originario, cioè visitare i pazienti ed essere il protagonista del Ssn”.
Il ministro ha dichiarato di ritenere possibile un accordo “nell’interesse dei cittadini, che vogliono una sanità più moderna e vicina”.
“Non ho mai messo sotto accusa i medici di famiglia”, ha precisato Schillaci, definendoli “il perno del Servizio sanitario nazionale”.
Infine, sul fronte della formazione, il ministro ha auspicato “un iter diverso e più moderno” che porti i giovani medici a scegliere la specializzazione in medicina generale.
Il ministro ha infine richiamato il disegno di legge sulle professioni sanitarie, sostenendo che contiene “una strategia chiara” per affrontare “temi fondamentali come la carenza, l’aggiornamento dei percorsi di formazione e lo sviluppo della crescita professionale”.
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