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Medicina

25 Novembre 2022

Emicrania, importante passo con la legge 81/2020 ma mancano i decreti attuativi. L’appello di fondazione Onda

L’Italia ha fatto un importante passo avanti con la Legge 81 del 2020, che ha sancito la Cefalea come malattia sociale. La Legge, che ha avuto un iter molto lungo, attraversando tre legislature, avrebbe dovuto rappresentare il punto di partenza per la gestione della patologia ma ora necessita di una serie di interventi per dar corso ai decreti attuativi


L’Italia ha fatto un importante passo avanti con la Legge 81 del 2020, che ha sancito la Cefalea come malattia sociale. La Legge, che ha avuto un iter molto lungo, attraversando tre legislature, avrebbe dovuto rappresentare il punto di partenza per la gestione della patologia ma ora necessita di una serie di interventi per dar corso ai decreti attuativi e permettere così ai 6 milioni di italiani che ne soffrono di avere le giuste possibilità di cura.

A lanciare l’appello al Governo di mettere in essere i decreti attuativi su un’importante legge che riguarda il 12% della popolazione è la Fondazione Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere) che ha organizzato il Tavolo Istituzionale “Emicrania: proposte per una migliore presa in carico dei pazienti” coinvolgendo i principali stakeholder: istituzioni, comunità scientifica e associazioni di pazienti, per raccogliere idee e un impegno concreto e condiviso al fine di dare un’appropriata e tempestiva presa in carico dei pazienti nonché un accesso equo e omogeneo alle cure grazie alla legge 81/2020.
All’evento ha fatto seguito un webinar disponibile sui canali social di Fondazione Onda.

“Per disegnare una road map finalizzata a migliorare la tutela assistenziale delle persone con emicrania cronica”, afferma Paola Pisanti, Consulente esperto del Ministero della Salute per le patologie croniche, “bisogna partire dalla necessità di conoscere quali sono le criticità o le carenze per adottare iniziative che assicurino alla persona il pieno accesso agli iter diagnostici, alle cure e ai trattamenti attraverso l’attuazione di modelli interdisciplinari con utilizzo di PDTA e che tengano conto dei livelli di intervento riportati anche nelle linee guida e nella realtà operative delle varie Regioni”.
“L’impegno che prendiamo oggi con questo tavolo tecnico è quello di lavorare con le nuove Parlamentari, in accordo e in sintonia con le Società scientifiche e le Associazioni di pazienti, affinché la legge del 2020 che ha sancito la Cefalea primaria cronica come malattia sociale, sia a breve accompagnata dall’emanazione di un Decreto attuativo a cura del Ministero della Salute che individui delle modalità innovative di presa in carico dei pazienti cefalalgici inserendole nei LEA con stanziamenti adeguati di fondi che la Legge del 2020 non prevedeva”, afferma Francesca Merzagora, Presidente di Fondazione Onda, “Quella contro l’emicrania è una battaglia che dobbiamo portare avanti insieme, coinvolgendo tutti gli attori, valorizzando le figure del territorio che possono dare un prezioso contributo, le farmacie, i medici di medicina generale e, al secondo livello, gli specialisti ospedalieri e territoriali, puntando poi sul rafforzamento dei Centri Cefalee esistenti nel territorio. L’obbiettivo di awareness della popolazione e di superamento dello stigma legato all’emicrania potrà essere raggiunto con il potenziamento di campagne di comunicazione adeguate in grado di diffondere il messaggio di consapevolezza dei proprio diritti di paziente”.

Paola Pisanti ha proposto: «di assegnare un codice di esenzione ai pazienti con cefalea cronica per monitorare la patologia e la disabilità che ne consegue e di attuare modelli interdisciplinari con l’utilizzo di PDTA per la valutazione diagnostica, terapeutica e assistenziale». Paolo Calabresi, Presidente della Società italiana per lo studio delle Cefalee, ha, invece, focalizzato l’attenzione su comunicazione e costi, affermando: «Il dialogo tra pazienti, medici di medicina generale e neurologi territoriali è essenziale». Anche il vicepresidente del Centro per la cura delle emicranie e delle cefalee, Luigi Alberto Pini ha fatto notare che «quando si parla di emicrania, non si fa riferimento solo al valore economico del farmaco che genera un costo annuo che si aggira tra i 3 e i 4 mila euro, ma anche della perdita di produttività lavorativa che secondo uno studio danese è nell’ordine di 15 mila euro annuo pro-capite. Questo significa che nonostante la presenza dei centri cefalee, occorre una formazione affinché i pazienti conoscano le possibilità di accesso e di cura».

TAG: CEFALEA, EMICRANIA, SALUTE

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