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27 Ottobre 2026

Liste d'attesa, Salutequità: solo tre Regioni raggiungono la soglia del 90% per le visite

L'analisi dei dati Agenas di settembre 2026 rileva che per gli esami diagnostici sono due i territori che raggiungono il parametro


Liste attesa waiting list sanita

Soltanto tre Regioni raggiungono la soglia di garanzia del 90% di rispetto dei tempi massimi in tutte le classi di priorità monitorate per le prime visite specialistiche, mentre per gli esami diagnostici il parametro viene raggiunto da due Regioni. È quanto emerge dall'elaborazione indipendente di Salutequità sui dati pubblici della Piattaforma nazionale delle liste di attesa gestita da AGENAS, riferiti a settembre 2026.

Per le prime visite, i territori che raggiungono la soglia sono Basilicata, Marche e Lazio, per una popolazione complessiva di circa 7,7 milioni di abitanti, pari al 13,1% della popolazione italiana. Per gli esami diagnostici sono Basilicata e Veneto, con circa 5,4 milioni di abitanti, pari al 9,1% della popolazione. In entrambi i casi, per la Basilicata non è disponibile il dato relativo alle prestazioni urgenti.

«Non cerchiamo classifiche, ma risposte reali ai cittadini», afferma Tonino Aceti, presidente di Salutequità. Secondo Aceti, il miglioramento parziale degli indicatori non equivale al rispetto dei tempi massimi per tutti i pazienti, anche perché la soglia del 90% ammette comunque una quota di prenotazioni oltre i termini previsti.

Il confronto con giugno 2026 mostra un andamento differenziato tra i territori. Per le prime visite, includendo le urgenze, dodici territori sui diciannove confrontabili migliorano la percentuale media di rispetto dei tempi massimi, mentre sette peggiorano. Per gli esami diagnostici si registrano dodici miglioramenti e otto peggioramenti su venti territori confrontabili.

Considerando insieme visite ed esami, undici territori migliorano e otto arretrano sui diciannove confrontabili. Il confronto non comprende la Basilicata, per la quale mancano i dati delle urgenze sia per le visite sia per gli esami, e, limitatamente alle prime visite, la Provincia autonoma di Bolzano.

L'elaborazione di Salutequità si affianca al nuovo bollettino AGENAS, che documenta un miglioramento complessivo delle liste d'attesa rispetto al 2025. L'associazione sottolinea tuttavia che i dati di settembre non consentono ancora di parlare di un'inversione di tendenza uniforme sul territorio nazionale.

Salutequità richiama anche le criticità evidenziate dalla Corte dei conti in materia di personale, organizzazione dei servizi, completezza delle informazioni regionali e utilizzo delle risorse. Secondo i dati citati dall'associazione, nel periodo 2022-2025, a fronte di circa 1,845 miliardi di euro stanziati per le liste d'attesa, risultano utilizzati circa 1,580 miliardi, con le cautele dovute alla disomogeneità delle rendicontazioni.

«La piattaforma deve diventare uno strumento di governo reale, non solo una fotografia», sostiene Aceti, che chiede informazioni più complete anche sui cittadini che non riescono a prenotare o rinunciano alle prestazioni.

Tra le proposte avanzate figurano la pubblicazione dei dati sulle prescrizioni che non si trasformano in prenotazioni, il monitoraggio dei percorsi di tutela previsti dalla normativa e la disponibilità di informazioni per ciascuna Asl.

Salutequità chiede inoltre l'integrazione di tutte le agende nei CUP, personale adeguato, controlli sull'utilizzo dei fondi e un rafforzamento degli indicatori sulle attese nel Nuovo sistema di garanzia dei livelli essenziali di assistenza.

Per l'associazione, i dati della Piattaforma nazionale dovrebbero essere utilizzati non soltanto a fini informativi, ma anche per valutare la capacità delle Regioni di garantire l'accesso alle prestazioni nei tempi previsti.

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