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Tumori

27 Ottobre 2026

Registro nazionale tumori, Schillaci annuncia l'avvio della fase operativa

Il ministro della Salute richiama la necessità di dati omogenei tra Regioni per monitorare screening, diagnosi e mobilità sanitaria e ridurre le disuguaglianze


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Il Registro nazionale tumori entra nella sua fase operativa, con l'obiettivo di rendere disponibili dati omogenei e confrontabili per valutare i programmi di screening, la tempestività delle diagnosi e gli spostamenti dei pazienti tra Regioni per ricevere le cure. Lo ha annunciato il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenendo al Ministero alla presentazione del comitato scientifico del Registro.

«Il registro non è un archivio, è uno strumento di prevenzione e di programmazione», ha affermato Schillaci. Secondo il ministro, i dati dovranno consentire di verificare se gli screening raggiungono le persone alle quali sono rivolti, individuare eventuali ritardi diagnostici e rilevare le aree in cui i cittadini sono costretti a spostarsi per curarsi.

In Italia si registrano ogni anno circa 390.000 nuove diagnosi oncologiche. Schillaci ha ricordato che negli ultimi dieci anni la mortalità è diminuita del 9% per molti dei tumori più diffusi e che la sopravvivenza a cinque anni per il tumore della mammella raggiunge circa l'88%.

Restano tuttavia differenze territoriali nell'accesso alla prevenzione. Secondo i dati richiamati dal ministro, l'adesione allo screening mammografico è del 63% al Nord e del 40% nel Mezzogiorno. Per lo screening del colon-retto, in alcune aree del Sud la partecipazione si attesta intorno al 20%.

Schillaci ha inoltre segnalato la persistente mobilità sanitaria delle donne che devono sottoporsi a interventi per tumore della mammella fuori dalla propria Regione di residenza.

Per affrontare queste differenze, il Registro dovrà favorire l'armonizzazione dei dati raccolti dai registri regionali, migliorandone criteri, qualità e tempestività.

Un altro elemento riguarda la protezione dei dati personali. Il ministro ha annunciato che il Ministero lavorerà con il Garante per la protezione dei dati personali per individuare un equilibrio tra tutela della riservatezza e utilizzo delle informazioni a fini di sanità pubblica, anche alla luce dello Spazio europeo dei dati sanitari.

Nel suo intervento, Schillaci ha richiamato anche le risorse destinate alla prevenzione dall'ultima legge di Bilancio: 238 milioni di euro annui in via permanente e ulteriori 247 milioni per il 2026.

Il ministro ha ricordato inoltre il Piano oncologico nazionale 2023-2027, con un fondo dedicato di 10 milioni di euro l'anno e un meccanismo premiale per le Regioni che rendono pienamente operative le reti oncologiche.

Per il Piano nazionale della prevenzione 2026-2031 sono previsti ulteriori 50 milioni di euro nel 2026. Secondo quanto riferito da Schillaci, la certificazione dei piani regionali sarà collegata al raggiungimento di obiettivi misurabili attraverso indicatori, con una quota che dovrà passare dal 60% nel 2027 al 90% nel 2031.

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