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Spesa sanitaria

09 Settembre 2026

Ssn, entro il 2050 un italiano su tre sarà over 65. Le priorità per la sostenibilità

Territorio, digitale e collaborazione pubblico-privato le tre direttrici indicate dal rapporto PwC presentato da Club Santé Italie. Cattani: "Il sogno? Mettere una pietra sul payback"


aumento longevità

Entro il 2050 oltre un italiano su tre avrà almeno 65 anni. La quota degli over 65 passerà infatti dal 25,1% previsto nel 2026 al 34,6%, mentre il 41,5% della popolazione convive già con almeno una patologia cronica, contro il 38,8% del 2009. Sono i numeri che fotografano la pressione crescente sul Servizio sanitario nazionale e che rendono necessario un suo ammodernamento, puntando su sanità territoriale, trasformazione digitale e collaborazione tra pubblico e privato. È quanto emerge dal rapporto "Una nuova agenda per la salute: territori, innovazione e collaborazione", realizzato dalla Fondazione PwC Italia Ets e presentato a Palazzo Farnese a Roma nell'ambito dell'incontro "Ripensare il futuro della salute", promosso da Club Santé Italie, realtà nata dalla collaborazione tra l'Ambasciata di Francia in Italia, Business France e le principali aziende francesi attive nel settore della salute in Italia.

Il quadro evidenzia anche le difficoltà nella presa in carico della popolazione più fragile. Nel 2023 meno del 40% degli over 65 non autosufficienti risultava infatti coperto da servizi residenziali, semiresidenziali o domiciliari. Per rispondere a una domanda di salute destinata a crescere e cambiare, il rapporto individua quindi tre priorità: rafforzare i servizi sul territorio, accelerare la digitalizzazione e costruire una collaborazione più strutturata tra settore pubblico e privato. "Le sfide demografiche e sanitarie che ci attendono richiedono un ammodernamento del nostro Ssn anche grazie a una collaborazione tra aziende e istituzioni strutturata e concreta perché basata sulle evidenze", ha sottolineato Marcello Cattani, presidente di Club Santé Italie e di Sanofi Italia. "Questo rapporto va proprio in questa direzione: un lavoro che abbiamo voluto mettere a disposizione di istituzioni e decisori per alimentare un dialogo informato e una sinergia costruttiva". A richiamare la necessità di rendere il sistema più sostenibile è stato anche Nicola Bonaccini, capo della Segreteria tecnica del ministro della Salute. "La sfida oggi è quella di rendere ancora più sostenibile il nostro Ssn, perché la domanda di salute è cambiata", ha affermato, ricordando la natura universalistica del modello sanitario italiano. In questo scenario, secondo Bonaccini, "l'intelligenza artificiale, la telemedicina e le nuove scoperte in campo farmaceutico offrono un grosso aiuto". L'obiettivo, ha aggiunto, deve restare quello di garantire equità e accesso alle cure, contrastando le disuguaglianze affinché "la salute di qualità venga assicurata anche a chi è più svantaggiato". Sul fronte dell'innovazione farmaceutica, Cattani ha richiamato anche il tema della sostenibilità del sistema di finanziamento. "La traiettoria disegnata dal Governo italiano è quella giusta. Dobbiamo però continuare ad accogliere l'innovazione nella salute, anche con strumenti che ne riconoscano il valore reale. Ora dobbiamo fare il salto", ha detto.

E proprio sul payback farmaceutico ha espresso un auspicio netto: "Il sogno? Mettere una pietra sul payback, o almeno continuare la fase decrescente, anche investendo sull'innovazione". Cattani ha inoltre richiamato il tema del Most Favored Nation (Mfn), definendolo "l'elefante nella stanza" e sottolineando la necessità di proseguire sul percorso delle riforme per rendere il Paese più attrattivo. Per Cattani, la trasformazione del sistema deve tradursi concretamente nelle riforme già avviate. Tra i temi chiave ha indicato telemedicina e digitalizzazione, con un avvertimento: "Non possiamo deviare sul percorso, perché chi detta le regole non aspetta". Sullo sfondo c'è infatti una competizione internazionale sempre più forte, con Paesi come la Cina impegnati a investire pesantemente nella ricerca e nell'innovazione farmaceutica. Anche per Andrea Fortuna, Partner PwC Italia, le evidenze raccolte nel rapporto mostrano che "le principali sfide che attendono il sistema sanitario italiano hanno una natura strutturale e richiedono una visione di lungo periodo". La dimensione della collaborazione internazionale è stata infine sottolineata da Anne-Marie Descôtes, ambasciatrice di Francia in Italia: "Il confronto continuo tra istituzioni e imprese è una condizione indispensabile per trasformare l'innovazione scientifica in benefici concreti per i pazienti".

 

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