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Clima

07 Settembre 2026

El Niño, Onu: il clima entra in zona di pericolo. Cosa sta cambiando

Il fenomeno potrebbe raggiungere un’intensità molto elevata entro la fine dell’anno e persistere fino a febbraio 2027. Wmo: probabilità prossima al 100%. In Italia caldo fino a 37 gradi


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El Niño spinge il clima verso una nuova zona di rischio. Il fenomeno è ormai consolidato e secondo la Wmo potrebbe raggiungere un'intensità molto elevata entro la fine dell'anno, per poi continuare fino a febbraio 2027. La probabilità che persista è "eccezionalmente alta, prossima al 100%". Sullo sfondo, un pianeta già più caldo e una crescente minaccia di ondate di calore, siccità, alluvioni e altri eventi estremi. E in Italia il caldo non molla: temperature fino a 37 gradi almeno fino al 9 settembre. A lanciare l'allarme è l'Organizzazione meteorologica mondiale, che nel suo ultimo aggiornamento segnala come El Niño sia ormai "saldamente stabilito" e destinato a rafforzarsi nei prossimi mesi. Il fenomeno, legato al riscaldamento anomalo delle acque superficiali del Pacifico equatoriale, potrebbe raggiungere il suo picco verso la fine del 2026, con effetti destinati a proseguire anche nel 2027. "El Niño si sta ingigantendo davanti ai nostri occhi", ha avvertito il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, sottolineando che "il pianeta si trova in acque inesplorate, e queste acque si stanno riscaldando". Un quadro che rende ancora più delicata la gestione dei prossimi mesi, soprattutto in un contesto climatico già caratterizzato da temperature globali eccezionalmente elevate.

El Niño non determina ovunque gli stessi effetti, ma modifica la circolazione atmosferica e può alterare in modo significativo i regimi di temperatura e precipitazioni. L'intensificazione del fenomeno aumenta quindi il rischio di condizioni meteorologiche estreme in diverse aree del pianeta: dalle precipitazioni intense alle alluvioni, dalla siccità prolungata alle ondate di calore. Per la Wmo, la situazione richiede una preparazione particolare. "Questo El Niño eccezionale richiede una risposta e una preparazione eccezionali", ha dichiarato la segretaria generale dell'organizzazione, Celeste Saulo, ricordando che gli effetti del fenomeno possono ripercuotersi su settori fortemente sensibili al clima, tra cui salute, agricoltura, energia e risorse idriche. Il punto centrale, dunque, non riguarda soltanto il fenomeno meteorologico in sé, ma la sua sovrapposizione a un sistema climatico già profondamente modificato dal riscaldamento globale. Temperature di base più elevate possono infatti amplificare gli effetti delle anomalie climatiche e aumentare la pressione sui sistemi sanitari e sulle infrastrutture.

Gli effetti di El Niño sull'Europa sono generalmente meno diretti rispetto ad altre aree del mondo. Ma anche il Mediterraneo potrebbe risentire, seppure indirettamente, di una maggiore instabilità atmosferica. Nel frattempo, in Italia, il caldo continua a rappresentare il principale fattore di rischio nell'immediato. Le temperature possono arrivare fino a 37 gradi, con condizioni di caldo intenso almeno fino al 9 settembre. Un quadro che interessa da vicino la salute pubblica. Le alte temperature possono favorire disidratazione e colpi di calore e aggravare le condizioni di persone fragili, in particolare anziani, bambini, persone con patologie cardiovascolari o respiratorie e soggetti che assumono determinati farmaci. Il problema non è soltanto rappresentato dai picchi di temperatura. Periodi prolungati di caldo intenso sottopongono l'organismo a uno stress continuo e possono aumentare il rischio di eventi cardiovascolari e respiratori, soprattutto quando le temperature restano elevate anche durante la notte.

L'evoluzione di El Niño si inserisce quindi in una tendenza più ampia. Il riscaldamento globale sta rendendo sempre più frequenti e intensi alcuni eventi estremi e riducendo i margini di sicurezza per popolazioni e sistemi sanitari. La Wmo invita per questo a non considerare El Niño come un episodio isolato, ma come uno dei fattori che possono contribuire a determinare l'andamento del clima nei prossimi mesi. Le previsioni indicano una probabilità quasi del 100% che il fenomeno rimanga attivo fino a febbraio 2027, mentre la sua intensità dovrebbe aumentare verso la fine dell'anno. Anche il tema della soglia di 1,5 gradi va letto in questo contesto. Il superamento di questa temperatura in singoli anni non equivale, di per sé, al superamento formale dell'obiettivo climatico dell'Accordo di Parigi, che si riferisce a una media di lungo periodo. Ma l'aumento delle temperature globali e la maggiore frequenza degli eventi estremi mostrano quanto il sistema climatico sia già sotto pressione.

 

Anna Capasso

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