Farmaci
08 Settembre 2026Secondo il Centro studi Egualia, le scadenze brevettuali del 2026-2028 potrebbero liberare circa 1,2 miliardi di euro

Le scadenze brevettuali dei farmaci previste nel triennio 2026-2028 potrebbero generare per il Servizio sanitario nazionale risparmi per circa 1,2 miliardi di euro. La stima è del Centro studi Egualia ed è riportata da Affari & Finanza di Repubblica. L’arrivo a scadenza di medicinali utilizzati in aree terapeutiche ad alta spesa potrebbe ridurre il costo delle terapie mature e liberare risorse anche per l’accesso ai nuovi trattamenti.
«Le prossime scadenze brevettuali rappresentano una grande opportunità per il Servizio sanitario nazionale perché arriveranno a scadenza medicinali importanti e relativi ad aree terapeutiche a larga spesa», afferma Riccardo Zagaria, presidente di Egualia. Secondo Zagaria, il processo rientra nel ciclo dell’innovazione farmaceutica, nel quale «la riduzione del costo delle terapie mature consente di liberare risorse da destinare anche all’accesso alle nuove terapie».
L’analisi richiama anche l’impatto prodotto negli anni precedenti dai medicinali equivalenti. Tra il 2016 e il 2024 avrebbero generato oltre 7 miliardi di euro di risparmi per il Ssn.
Resta invece superiore al miliardo di euro la spesa sostenuta direttamente dai cittadini per acquistare medicinali di marca anche quando il brevetto è scaduto, dato richiamato nell’articolo sulla base del recente Rapporto OsMed.
Accanto ai potenziali risparmi per il sistema sanitario, Egualia pone il tema della sostenibilità industriale del comparto degli equivalenti. Secondo l’associazione, l’aumento registrato negli ultimi anni dei costi di materie prime, logistica e assicurazioni ha aumentato le difficoltà per le aziende produttrici.
Un ulteriore elemento riguarda la revisione del Prontuario farmaceutico alla quale sta lavorando Aifa. Egualia ha espresso preoccupazione per l’ipotesi di intervenire sul prezzo di rimborso dei generici nell’ambito delle misure per il contenimento della spesa farmaceutica pubblica. Secondo quanto riportato da Affari & Finanza, l’Agenzia starebbe rivedendo questa impostazione.
Per Zagaria rimane comunque una questione strutturale: «Per alcune molecole a prezzo molto basso diventa sempre più difficile mantenere economicamente sostenibili produzione e commercializzazione».
Il confronto pone quindi al centro il rapporto tra i risparmi generati dalla perdita della copertura brevettuale, la disponibilità di risorse per l’innovazione e la sostenibilità della produzione dei medicinali equivalenti.
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