Spesa Farmaceutica
06 Agosto 2026La spesa farmaceutica italiana continua a crescere, trainata dall'aumento degli acquisti pubblici, dall'introduzione di nuove terapie e dalla maggiore domanda di alcuni trattamenti, in particolare quelli per diabete e gestione del peso. Nel 2025 la spesa complessiva per i farmaci ha raggiunto 39,3 miliardi di euro, con un incremento del 6% rispetto all'anno precedente. È quanto emerge dal Rapporto OsMed 2025 "L'uso dei Farmaci in Italia", pubblicato dall'Agenzia Italiana del Farmaco. La spesa pubblica ha raggiunto 28,4 miliardi di euro (+5,8%), pari al 72,2% della spesa farmaceutica complessiva e al 20% della spesa sanitaria pubblica totale. Gli acquisti diretti da parte delle strutture sanitarie pubbliche – inclusi ospedali, Asl, Rsa, strutture penitenziarie e distribuzione diretta e per conto – hanno rappresentato 18,9 miliardi di euro, in crescita del 6,2%. La spesa territoriale pubblica si è invece attestata a 14,3 miliardi (+3,5%).
A crescere in modo significativo è stata anche la spesa privata sostenuta dai cittadini, arrivata a 10,7 miliardi di euro (+7,5%). L'incremento è stato determinato soprattutto dai farmaci di fascia A acquistati privatamente (+16,2%), dai medicinali di fascia C con ricetta (+7,4%) e dai farmaci di automedicazione (+6,5%). Nel complesso, nel 2025 sono state dispensate circa 1,9 miliardi di confezioni attraverso l'intera assistenza territoriale pubblica e privata, in lieve calo rispetto al 2024 (-0,5%). Nell'assistenza convenzionata ogni cittadino ha consumato mediamente circa 18 confezioni e 1.148,2 dosi per mille abitanti al giorno, con un aumento dell'1% rispetto all'anno precedente. Il 66,9% degli assistiti ha ricevuto almeno una prescrizione. "L'edizione 2025 evidenzia come le dinamiche della spesa siano strettamente intrecciate ai cambiamenti demografici, all'introduzione di nuove opzioni terapeutiche, ai modelli prescrittivi e alle differenze territoriali nei consumi", sottolinea il direttore tecnico-scientifico dell'Aifa Pierluigi Russo. "La disponibilità di dati sempre più completi consente di orientare le politiche del farmaco, promuovere l'appropriatezza prescrittiva e valutare l'impatto delle strategie adottate".
Come negli anni precedenti, il consumo di farmaci cresce con l'età. La popolazione over 64 assorbe oltre il 60% della spesa e quasi il 70% delle dosi. Nel 2025 il 97,2% degli ultrasessantacinquenni ha ricevuto almeno una prescrizione, il 67,7% assume contemporaneamente almeno cinque farmaci e il 27,9% è esposto a una politerapia grave, con dieci o più medicinali. La spesa media per utilizzatore nella popolazione anziana è stata di 591,10 euro, in aumento del 3,7% rispetto al 2024. Basilicata, Campania e Puglia mostrano livelli di consumo e costo medio per dose giornaliera superiori alla media nazionale. A livello territoriale restano differenze rilevanti: nelle Regioni del Sud la prevalenza d'uso dei farmaci raggiunge il 70,4%, contro il 68,9% del Centro e il 63,5% del Nord.
Tra i fenomeni più rilevanti del rapporto emerge la crescita dei farmaci utilizzati per diabete e gestione del peso. Nel 2025 la spesa complessiva per gli antidiabetici ha raggiunto 1,59 miliardi di euro, con un aumento del 34,9%. Semaglutide e tirzepatide sono le molecole protagoniste del trend. La tirzepatide è risultata il farmaco di fascia A acquistato privatamente con la maggiore spesa: 225 milioni di euro, pari al 13% della spesa privata per questa categoria. Semaglutide ha registrato 430 milioni di euro di spesa a carico del Servizio sanitario nazionale e 162,7 milioni in fascia C. L'Aifa evidenzia come la crescita rifletta una domanda crescente di trattamenti destinati non solo alla cura del diabete, ma anche alla gestione del peso, fenomeno che l'Agenzia sta monitorando.
Sul fronte dell'antibiotico-resistenza arriva un dato positivo: nel 2025 i consumi di antibatterici per uso sistemico nell'assistenza convenzionata sono diminuiti del 7,9% in termini di dosi e dell'8,6% nella spesa. Negli acquisti diretti delle strutture pubbliche si registra invece un aumento del 2,4%. I farmaci cardiovascolari restano la categoria più utilizzata nell'assistenza convenzionata, con 508,93 dosi giornaliere definite ogni mille abitanti e una spesa pro capite di 54,30 euro. Crescono invece i consumi dei farmaci del sistema genito-urinario e ormoni sessuali (+4,2%), dell'apparato gastrointestinale e metabolismo (+2,7%) e del sistema nervoso centrale (+2,1%).
Negli acquisti diretti delle strutture pubbliche la spesa maggiore riguarda gli antineoplastici e immunomodulatori, con 144,36 euro pro capite. I farmaci più costosi sono gli inibitori di PD-1/PD-L1 e gli inibitori dell'interleuchina, rispettivamente con 19,14 e 14,25 euro pro capite. Tra i principi attivi, pembrolizumab (554,1 milioni di euro) e daratumumab (553,5 milioni) si confermano ai primi posti per spesa, seguiti da semaglutide (335,4 milioni) e dupilumab (312,4 milioni). Dopo anni di crescita, la spesa per le sole indicazioni innovative ammesse al Fondo dedicato è invece diminuita del 19,4%, attestandosi a 700 milioni di euro. L'Aifa attribuisce il calo alla scadenza del periodo di innovatività per alcune molecole oncologiche ed ematologiche e all'arrivo di nuovi farmaci con innovatività condizionata. Crescono invece le terapie avanzate: nel 2025 sono stati erogati 1.195 trattamenti, per una spesa complessiva di 222,6 milioni di euro (+14,5%). Di questi, 784 erano terapie CAR-T e 411 terapie geniche o tessutali non-CAR-T.
Nel 2025 il 46,3% della popolazione pediatrica, circa 4,1 milioni di bambini, ha ricevuto almeno una terapia farmacologica. Gli antinfettivi restano la categoria più utilizzata, ma con una riduzione del 21,9%. Aumentano invece i consumi dei farmaci del sistema nervoso centrale. La prevalenza d'uso degli psicofarmaci sotto i 18 anni è arrivata allo 0,64%, con una crescita del 12,1% in un anno e un aumento triplo rispetto al 2016. Gli incrementi maggiori riguardano metilfenidato per l'Adhd (+28,9%), aripiprazolo (+14,6%), risperidone (+13,3%) e sertralina (+9,6%). L'Aifa sottolinea tuttavia che i livelli italiani restano inferiori rispetto ad altri Paesi. Il rapporto segnala inoltre un possibile uso non appropriato dei farmaci respiratori in età pediatrica: il 17,8% dei bambini li utilizza, quasi il doppio rispetto alla prevalenza stimata dell'asma (9%).
Nel 2025 i farmaci a brevetto scaduto hanno rappresentato l'88,1% dei consumi e il 72,9% della spesa in regime di assistenza convenzionata. I medicinali equivalenti hanno raggiunto il 32,1% dei consumi e il 23,5% della spesa. L'Italia conferma invece il primato europeo nell'utilizzo dei biosimilari, che rappresentano il 71,4% dei consumi. Restano margini di crescita per gli equivalenti, soprattutto nelle Regioni meridionali, dove la scelta del farmaco di marca comporta una maggiore spesa a carico dei cittadini. La compartecipazione per la differenza di prezzo rispetto al riferimento è stata pari a 1,04 miliardi di euro, con una spesa pro capite di 17,71 euro. Il valore sale a 22,35 euro nelle Regioni del Sud contro i 13,73 euro del Nord. Per la prima volta il Rapporto OsMed utilizza anche i dati di sell-out provenienti dal dataset Federfarma, Assofarm, Farmacie Unite e Promofarma, elaborati da Pharma Data Factory, per analizzare gli acquisti privati dei farmaci di classe A nel periodo 2023-2025. Il nuovo approccio consente di rilevare le effettive dispensazioni ai cittadini, superando i limiti legati alla gestione delle scorte.
TAG: AIFA, RAPPORTO OSMED, SPESA FARMACEUTICASe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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