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15 Settembre 2026Uno studio sul NEJM ricostruisce 82 casi gravi tra migranti arrivati a Lampedusa. Identificata la N-metilanilina, attivata anche la Scorta Nazionale Antidoti

Ottantadue casi di grave metemoglobinemia tra migranti arrivati a Lampedusa hanno portato all’identificazione della sostanza responsabile e alla definizione di un protocollo sanitario dedicato, con l’attivazione, nel momento di maggiore concentrazione dei casi, della Scorta Nazionale Antidoti e Farmaci del Ministero della Salute. È quanto emerge da uno studio del Centro Antiveleni Maugeri Pavia - CNIT, pubblicato sul New England Journal of Medicine, relativo alle intossicazioni osservate tra il 2024 e il 2025 lungo la rotta del Mediterraneo centrale.
La sostanza identificata è la N-metilanilina, un additivo impiegato per migliorare le prestazioni dei carburanti e in grado di provocare metemoglobinemia. È stata rilevata nei pazienti e successivamente nel carburante delle imbarcazioni coinvolte. L'indagine è stata condotta dal Centro Antiveleni in collaborazione con il personale sanitario del Punto Territoriale di Emergenza di Lampedusa, diversi ospedali siciliani, il Ministero della Salute, il Centro Ricerche Ambientali Maugeri e l'Università di Pavia.
Nei pazienti i livelli di metaemoglobina hanno raggiunto il 68%. Il 90% ha ricevuto blu di metilene, in alcuni casi con somministrazioni ripetute. Due pazienti sono morti nella fase acuta dell'intossicazione. In 38 casi è comparsa successivamente un'anemia emolitica che ha richiesto trasfusioni. Alcuni pazienti con difficoltà respiratorie e alterazioni dello stato di coscienza hanno richiesto il trasferimento urgente in elicottero nelle rianimazioni degli ospedali siciliani.
L'indagine è partita dalla segnalazione degli operatori sanitari di Lampedusa. L'elemento comune era l'esposizione ai carburanti durante la traversata, in alcuni casi associata a ustioni cutanee o a un forte odore di benzina. Le successive analisi tossicologiche hanno rilevato N-metilanilina o suoi metaboliti nei pazienti esaminati. La presenza della sostanza è stata poi confermata anche nel carburante.
Secondo la ricostruzione dello studio, la N-metilanilina può essere assorbita attraverso la pelle. Sulle imbarcazioni, le perdite di carburante possono mescolarsi con l'acqua di mare accumulata sul fondo, determinando un'esposizione cutanea prolungata per le persone che rimangono a contatto con la miscela per ore o giorni.
Parallelamente all'indagine, è stata organizzata la risposta sanitaria. Il Centro Antiveleni e il personale di Lampedusa hanno definito un protocollo per la gestione dei pazienti sull'isola e per il trasferimento negli ospedali siciliani. Il blu di metilene, inizialmente non disponibile a Lampedusa, è stato stoccato sull'isola. In questo modo 63 pazienti su 80 hanno ricevuto la prima dose prima del trasferimento.
Il momento di maggiore pressione si è registrato tra il 19 e il 22 ottobre 2025, con 41 casi in quattro giorni consecutivi. In quella fase il Centro Antiveleni ha contribuito all'attivazione della Scorta Nazionale Antidoti e Farmaci del Ministero della Salute per garantire la disponibilità del blu di metilene.
«La centralizzazione delle consulenze clinico-tossicologiche e analitiche, la continuità dell'attività e la rete con i servizi di emergenza, gli ospedali e i laboratori hanno permesso di collegare in tempo reale casi osservati in momenti e strutture diverse», afferma Giancarlo Agnelli, direttore scientifico Maugeri, sottolineando il ruolo della rete nel trattamento, nel triage e nella disponibilità dell'antidoto.
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