Dispositivi medici
18 Settembre 2026A Milano un convegno di Confindustria Dispositivi Medici sul Green Public Procurement

Un convegno organizzato a Milano da Confindustria DM evidenzia come l’attenzione per la sostenibilità sia sempre più forte tra le aziende life science e health care nel rapporto con la pubblica amministrazione. L’incontro - incentrato sulla “Transizione sostenibile della Sanità. Green public procurement, tecnologie e competenze al centro di una strategia condivisa” - ha riunito centrali di committenza, aziende sanitarie e imprese.
In apertura Fabio Giuffrida, Director Climate & Sustainability di Deloitte, ricorda che la sostenibilità non è solo ambientale, come testimonia l’acronimo ESG (Environment, Social, Governance): “Giusto parlare di riduzione delle emissioni, di gestione delle acque reflue, di packaging sostenibile, ma altrettanto importante è l’attenzione all’etica, alla trasparenza, aalla valorizzazione delle risorse umane, al sistema di governo aziendale”.
È pur vero che, a livello globale, il 4,5% delle emissioni è riconducibile al comparto health care e che, in questa ottica, le certificazioni ESG sono importanti per le imprese del settore.
Federica Asperti - ricercatrice della Scuola di Ingegneria Industriale e Healthcare Data Science Lab, Liuc - parla invece di Health technology assessment e Value based procurement come strumenti essenziali del procurement moderno, in quanto in grado di valorizzare, al contempo, bisogno clinico, evidenze scientifiche e procedure di acquisto.
Sul versante pubblico Elisa D’Autilia - responsabile della Struttura gare aggregate dispositivi e tecnologie medicali, Direzione centrale acquisti Aria di Regione Lombardia - sottolinea che “la dimensione green è ormai strutturale. Le gare fino a qualche anno fa erano ispirate ad altri criteri, ma nel post Covid è cambiato tutto. Oggi i Cam sono moto cogenti”. Laddove per Cam si intendono i Criteri ambientali minimi definiti per le varie fasi del processo di acquisto, volti a individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato.
C’è poi il versante delle aziende sanitarie, in relazione alle quali Massimo Lombardo, direttore generale di Areu Lombardia e vice presidente Fiaso, conferma che l’emergenza pandemica è stata foriera di innovazione in termini di gestione e di risparmio di risorse, vedi la consapevolezza acquisita che la degenza in ospedale deve essere considerata una sorta di extrema ratio. La congiuntura internazionale degli ultimi anni ha invece avuto gravi ripercussioni in termini di reperimento di risorse e materie prime necessaire alla gestione dell’assistenza.
“Il settore dei dispositivi medici” - ricorda Valentina Orsini, dirigente Uos Area dispositivi medici e Ivd - Azienda 0 Veneto - “è particolare, in quanto si fonda molto sul parere del clinico: a parità di qualità assistenziale qual è il dispositivo più green, meno impattante? Solo per fare un esempio, una terapia orale al posto di una trasfusionale che impone al paziente di recarsi in una struttura sanitaria, implica un grande risparmio in termini di CO2”.
Un decalogo che favorisca lo sviluppo
Alla base di tutto, concordano i relatori, è necessaria una forte sinergia tra gli operatori in campo: pubblica amministrazione, strutture sanitarie, aziende. Di qui la redazione, da parte di Confindustria DM, di uno strumento operativo di “collegamento” tra i player.
“La sostenibilità è una componente qualificante del procurement sanitario, ma per produrre valore deve essere tradotta in criteri chiari, verificabili e proporzionati. Le nostre dieci raccomandazioni propongono un percorso concreto, che parte dal dialogo con il mercato e dalle evidenze, riconosce le specificità dei dispositivi medici e investe sulle competenze necessarie a costruire gare sostenibili. L’obiettivo è evitare che la sostenibilità si trasformi in burocrazia e farne invece una leva di sviluppo, qualità e innovazione, in dialogo con le istituzioni e con tutti gli attori del procurement. Vogliamo favorire un’evoluzione del procurement che valorizzi chi investe in sostenibilità, senza penalizzare, in questa fase, chi ancora sta costruendo la propria maturità ESG per non creare distorsioni del mercato”, afferma Guido Beccagutti, direttore generale di Confindustria DM.
Le dieci raccomandazioni in sintesi:
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