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30 Aprile 2026

Rapporto sulla farmacia: servizi in crescita, ma restano divari e carenze. Ecco i dati

Indagine Cittadinanzattiva-Federfarma: 9 farmacie su 10 offrono prestazioni, un cittadino su tre segnala difficoltà nel reperire medicinali


insegna per farmacia

La farmacia di comunità cambia volto e si consolida come presidio sanitario di prossimità, ma deve ancora superare disuguaglianze territoriali e criticità legate all’accesso ai farmaci. È la fotografia che emerge dall’VIII Rapporto sulla farmacia, presentato a Roma da Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma, su un campione di quasi duemila farmacisti e oltre mille cittadini, più della metà dei quali affetti da patologie croniche. Il dato più evidente riguarda l’evoluzione della farmacia dei servizi: oggi circa nove farmacie su dieci offrono prestazioni aggiuntive oltre alla dispensazione dei medicinali e tre su quattro dispongono di spazi dedicati. Tra i servizi più diffusi ci sono i test diagnostici rapidi, disponibili in quasi l’80% delle strutture, mentre oltre il 70% effettua elettrocardiogrammi e monitoraggi con holter cardiaco e pressorio. Circa una farmacia su due somministra il vaccino antinfluenzale.

“La fotografia conferma l’importanza strategica della farmacia dei servizi nella percezione dei cittadini, come porta di ingresso al Servizio sanitario nazionale”, sottolinea il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. “Il pezzo che manca è quello dell’alta specializzazione sulla bassa complessità, utilizzando la telemedicina. Oggi abbiamo tutti gli strumenti per fare in modo che anche chi vive nelle aree interne o nei piccoli comuni possa accedere in farmacia a prestazioni come spirometria o monitoraggi, refertati da remoto da uno specialista. La farmacia può essere un cardine fondamentale dei nuovi modelli organizzativi della sanità territoriale”. Sul fronte della prevenzione, più di un cittadino su quattro ha partecipato a campagne di screening, con una maggiore adesione nella fascia tra i 51 e i 74 anni, in particolare per il tumore del colon-retto. Un segnale che conferma il ruolo crescente della farmacia anche nella promozione della salute. Secondo Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, “non si tratta più solo di aggiungere nuovi compiti alle farmacie, ma di cambiare il modo in cui le consideriamo dentro il sistema sanitario. I dati dicono chiaramente che le farmacie fanno già molto di più rispetto al passato; adesso la vera sfida è integrarle davvero, eliminando le differenze tra città e zone isolate e garantendo un accesso uniforme ai servizi”.

Una linea condivisa anche da Marco Cossolo, presidente di Federfarma: “La farmacia dei servizi è oggi una realtà riconosciuta sia a livello istituzionale sia dai cittadini, che sempre più ne utilizzano le prestazioni. Occorre ora rendere questo modello pienamente operativo e omogeneo su tutto il territorio nazionale, rafforzando la collaborazione soprattutto con i medici di medicina generale”. Accanto alla crescita dei servizi, il Rapporto accende i riflettori sulle criticità legate all’accesso ai farmaci. Oltre un terzo dei cittadini segnala difficoltà nel reperirli e tra i pazienti cronici circa uno su dieci ha subito ritardi incompatibili con la continuità terapeutica. In questo contesto, la farmacia si conferma “ammortizzatore” del sistema, grazie alla capacità di individuare alternative terapeutiche, gestire le scorte e supportare i pazienti.

Un ruolo in cui risultano centrali i farmaci equivalenti. Circa otto farmacisti su dieci ne riconoscono il valore per la sostenibilità del Servizio sanitario, mentre tra i cittadini la richiesta resta stabile, con segnali di crescita. I giovani, pur utilizzandoli meno, mostrano maggiore apertura culturale e li scelgono soprattutto per fiducia nel farmacista e per risparmio. “In un contesto di forte instabilità geopolitica e pressione sui costi di produzione, è fondamentale valorizzare il ruolo dei farmaci equivalenti per garantire continuità delle cure”, evidenzia Umberto Comberiati, amministratore delegato di Teva Italia. “Bisogna evitare ulteriori ricadute sulla disponibilità dei medicinali”.



Sulla stessa linea Riccardo Zagaria, presidente di Egualia: “Il rapporto mostra che la penetrazione dei generici in Italia è ancora distante dalla media europea, con forti differenze tra Nord e Sud. Serve un consiglio consapevole da parte del farmacista e un lavoro di tutta la filiera. Le pressioni sui costi di produzione aumentano il rischio di carenze: è fondamentale evitare misure che possano creare distorsioni e garantire che i cittadini continuino a trovare i farmaci in farmacia”. Il Rapporto individua, infine, alcune priorità di policy: stabilizzare la farmacia dei servizi nel Ssn, rafforzare il ruolo delle farmacie nelle aree interne, integrare screening e prevenzione nei percorsi assistenziali, migliorare la comunicazione sui farmaci equivalenti e affrontare in modo strutturale il tema delle carenze.

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