Medici di Famiglia
06 Maggio 2026Il Governo lavora a una riforma della medicina generale articolata in due fasi: decreto urgente per le Case di comunità e successivo ddl su remunerazione e formazione

La riforma della medicina generale potrebbe articolarsi in due fasi, con un primo decreto urgente dedicato alle misure considerate più immediate per garantire la copertura delle Case di comunità e un successivo disegno di legge destinato a intervenire su remunerazione e formazione dei medici di famiglia. Sarebbe questo il risultato del confronto in corso tra Ministero della Salute, Regioni e rappresentanze della medicina generale.
Secondo quanto riferito da Il Sole 24 Ore, il progetto sostenuto dal ministro della Salute Orazio Schillaci avrebbe ottenuto un primo via libera politico anche dopo un confronto con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e con il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. La riforma punterebbe a un modello “a doppio canale”: da una parte il mantenimento della convenzione come forma prevalente di esercizio della medicina generale, dall’altra la possibilità per le Regioni di utilizzare medici dipendenti per rafforzare l’attività territoriale e rendere operative le oltre mille Case di comunità previste dal Pnrr.
Nel decreto dovrebbero rientrare anche nuove regole organizzative per i medici convenzionati. Secondo le ricostruzioni pubblicate, tra le ipotesi in discussione vi sarebbe un impegno minimo nelle Case di comunità, indicato in almeno sei ore settimanali, oltre a una maggiore integrazione con i sistemi informativi condivisi e con il lavoro in équipe multiprofessionali. L’obiettivo indicato sarebbe rafforzare la presa in carico dei pazienti cronici e migliorare la continuità assistenziale sul territorio.
Il Corriere della Sera riferisce che il testo dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri entro fine mese, dopo il confronto tecnico con le Regioni atteso nei prossimi giorni. La stessa ricostruzione evidenzia come il progetto mantenga in via prioritaria il modello convenzionato, prevedendo tuttavia l’arruolamento, su base volontaria e residuale, di medici dipendenti destinati principalmente alle Case di comunità.
Tra i temi destinati a una fase successiva figurano invece la revisione del sistema di remunerazione e la riforma della formazione. Sempre secondo le anticipazioni riportate dalle due testate, il Governo starebbe valutando un modello retributivo maggiormente collegato agli obiettivi assistenziali e alle prestazioni erogate, superando almeno in parte il meccanismo basato prevalentemente sul numero degli assistiti. Sul fronte formativo, l’ipotesi è quella di trasformare il percorso della medicina generale in una specializzazione universitaria.
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