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24 Aprile 2026

Oms: migliorano gli indicatori globali di salute, ma i tagli mettono a rischio i progressi

Nel Results Report 2025 l’Organizzazione mondiale della sanità segnala avanzamenti su copertura sanitaria, emergenze e prevenzione


oms  simbolo

Migliorano nel 2025 gli indicatori globali di salute, ma i progressi restano fragili e il mondo non è ancora in linea con gli obiettivi sanitari di sviluppo sostenibile fissati al 2030. È il quadro tracciato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel nuovo Results Report, diffuso vista della prossima World Health Assembly di maggio.

Secondo il rapporto, rispetto ai livelli del 2018, nel 2025 si stimano 567 milioni di persone in più coperte da servizi sanitari essenziali senza incorrere in spese catastrofiche, con un incremento di 136 milioni rispetto al 2024. Sono inoltre 698 milioni le persone meglio protette dalle emergenze sanitarie, pari a 61 milioni in più rispetto all’anno precedente, mentre 1,75 miliardi di persone vivono in condizioni di salute migliori, con un aumento di 300 milioni rispetto al 2024.

L’Oms collega questi risultati agli obiettivi del programma generale di lavoro 2019-2025 e sottolinea che i miglioramenti sono stati più evidenti nei settori in cui il ruolo tecnico dell’agenzia è stato maggiormente valorizzato.

“Il Results Report 2025 mostra che, con il supporto dell’Oms e dei partner, i Paesi hanno prodotto benefici concreti per milioni di persone”, afferma il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Allo stesso tempo, questi risultati non possono essere dati per scontati”.

Il rapporto evidenzia però anche diverse criticità. Nonostante i progressi, il mondo resta fuori traiettoria rispetto agli Sustainable Development Goals sanitari del 2030. Circa la metà degli indicatori di output non è stata pienamente raggiunta, soprattutto nei contesti colpiti da emergenze e con risorse limitate.

Secondo l’Oms, le pressioni finanziarie e il processo di riallineamento organizzativo hanno già prodotto effetti immediati, tra cui riduzione della capacità del personale, minore supporto tecnico ai Paesi e rallentamento nell’attuazione dei programmi.

Tra gli ambiti indicati come positivi figurano il rafforzamento della preparazione pandemica, l’espansione della copertura vaccinale contro l’HPV, passata dal 17% nel 2019 al 31% nel 2024, il miglioramento dei sistemi di supporto per la salute mentale in emergenza e il potenziamento della sorveglianza sull’antimicrobico-resistenza.

Il rapporto segnala inoltre interventi umanitari in 66 emergenze in 88 Paesi nel 2025, inclusi 33 milioni di consulti medici erogati attraverso partner sanitari a Gaza.

In chiusura, l’Oms richiama il nodo del finanziamento ancora fortemente vincolato a specifiche aree tematiche e chiede risorse più flessibili e stabili per sostenere i risultati ottenuti e ridurre le persistenti disuguaglianze sanitarie.

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