Personale sanitario
08 Giugno 2026Le commissioni Sanità pubblica e Occupazione del Parlamento europeo chiedono un piano di lungo periodo per affrontare la carenza di personale sanitario

La carenza di personale sanitario rappresenta una delle principali sfide per i sistemi sanitari europei. Per affrontarla, le commissioni Sanità pubblica (SANT) e Occupazione (EMPL) del Parlamento europeo hanno approvato una relazione che invita l'Unione europea e gli Stati membri ad adottare una strategia di lungo periodo per il reclutamento, la formazione e la permanenza degli operatori sanitari.
Il documento, approvato il 3 giugno e ora atteso all'esame della plenaria del Parlamento europeo, richiama le stime dell'Organizzazione mondiale della sanità secondo cui entro il 2030 l'Unione europea potrebbe trovarsi ad affrontare una carenza di 4,1 milioni di professionisti sanitari.
La relazione sollecita la definizione di una "strategia d'azione europea globale a lungo termine per il personale sanitario" e invita gli Stati membri ad aggiornare regolarmente i propri piani nazionali di programmazione del fabbisogno.
Tra le misure indicate figurano il rafforzamento dei percorsi di formazione, il miglioramento delle condizioni di lavoro, l'incremento delle opportunità di carriera e interventi per favorire il reclutamento e la permanenza dei professionisti nel settore sanitario. Il testo richiama inoltre la necessità di investire nella tutela della salute mentale degli operatori, nella sicurezza sul lavoro, nella prevenzione di violenze e molestie e nello sviluppo delle competenze necessarie per l'integrazione delle nuove tecnologie e dei nuovi modelli organizzativi.
Un capitolo specifico è dedicato alle aree caratterizzate da maggiori difficoltà di accesso ai servizi. La relazione propone l'utilizzo di fondi europei e nazionali per sostenere incentivi destinati ai professionisti che scelgono di lavorare nelle zone rurali, montane, insulari, remote o soggette a spopolamento, attraverso strumenti quali borse di studio, agevolazioni abitative e opportunità di sviluppo professionale.
Il documento affronta anche il tema della mobilità dei professionisti sanitari e della cosiddetta fuga di cervelli, invitando Commissione europea e Stati membri a promuovere una pianificazione sostenibile del personale e a migliorare i meccanismi di riconoscimento delle qualifiche professionali.
Tra le proposte contenute nella relazione figura inoltre la richiesta alla Commissione europea di elaborare un piano finalizzato ad aumentare il personale sanitario di almeno un milione di professionisti nei prossimi sette anni, attraverso l'ampliamento dell'accesso alla formazione universitaria e specialistica e il rafforzamento dei sistemi di sostegno agli studenti.
Pur concentrandosi soprattutto sulle carenze di medici e infermieri, il documento richiama anche il ruolo dei farmacisti e delle farmacie di comunità, definite "strutture sanitarie di prima linea e di prossimità" e "infrastrutture sanitarie essenziali". Il Parlamento europeo invita inoltre gli Stati membri a sviluppare strategie nazionali dedicate al personale farmaceutico e al ruolo dei farmacisti nell'assistenza integrata.
Dopo il via libera delle commissioni parlamentari, la relazione dovrà essere sottoposta al voto della plenaria nelle prossime settimane. Le organizzazioni professionali che hanno sostenuto il testo chiedono che le indicazioni contenute nel documento vengano successivamente tradotte in iniziative politiche e legislative a livello europeo e nazionale.
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