accordo pandemico
08 Giugno 2026Il ministro della Salute apre alla possibilità di una futura adesione italiana all'Accordo pandemico dell'Oms

L'astensione dell'Italia sull'Accordo pandemico dell'Organizzazione mondiale della sanità non rappresenta una chiusura definitiva. Lo ha affermato il ministro della Salute Orazio Schillaci intervenendo alla Festa dell'Innovazione di Venezia, spiegando che il percorso negoziale non è ancora concluso e che la posizione italiana potrà essere rivalutata alla luce degli sviluppi futuri.
«L'astensione non è un no definitivo», ha dichiarato il ministro. Schillaci ha ricordato che il processo di definizione dell'Accordo pandemico non è ancora completato e che restano da definire alcuni allegati considerati essenziali per la valutazione finale del testo.
«Il piano pandemico non è stato approvato, è ancora sotto discussione perché mancano tutti quanti gli allegati, che sono la parte essenziale», ha spiegato il ministro. «È stato rinviato nell'ultima seduta dell'Oms e verrà credo riproposto nel prossimo maggio. Quindi c'è tempo per vedere cosa ci sarà all'interno del piano pandemico».
Schillaci ha inoltre rivendicato l'impegno dell'Italia nella cooperazione sanitaria internazionale e nella preparazione alle emergenze sanitarie, sottolineando che la valutazione del Governo si baserà sui contenuti definitivi dell'accordo.
L'Accordo pandemico è il documento negoziato dagli Stati membri dell'Oms dopo l'esperienza della pandemia di Covid-19 con l'obiettivo di rafforzare la prevenzione, la preparazione e la risposta alle future emergenze sanitarie globali. Durante l'ultima Assemblea mondiale della sanità l'Italia si è astenuta sul testo, una scelta che ha alimentato il dibattito sul ruolo del Paese nei futuri meccanismi di governance sanitaria internazionale.
Le dichiarazioni del ministro indicano tuttavia che il confronto resta aperto e che la posizione italiana potrebbe evolvere nel corso delle prossime fasi negoziali.
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