Ricerca
03 Giugno 2026Il rapporto ALTEMS-Farmindustria stima oltre 10.500 pazienti non arruolati e 180 milioni di euro di valore potenzialmente persi nel triennio 2022-2025

L'Italia si conferma tra i principali Paesi europei per attrattività nella ricerca clinica, ma continua a registrare ritardi organizzativi che limitano la capacità di arruolare pazienti negli studi internazionali. È quanto emerge dal Rapporto 2025 "Missed Opportunities", realizzato dal Laboratorio sul Management delle sperimentazioni cliniche dell'Altems dell'Università Cattolica del Sacro Cuore in collaborazione con Farmindustria.
Secondo il rapporto, l'Italia si colloca al quarto posto in Europa per volume complessivo di trial clinici attivati. Tuttavia, il sistema impiega mediamente 148 giorni per avviare la fase effettiva di arruolamento dei pazienti, con un ritardo di 36 giorni rispetto alla Spagna.
L'analisi ha preso in esame circa 1.100 studi clinici multinazionali condotti tra il 1° febbraio 2022 e il 30 giugno 2025 utilizzando i dati del Clinical Trials Information System (Ctis), la piattaforma europea che raccoglie le informazioni sulle sperimentazioni cliniche autorizzate nei Paesi membri.
Secondo gli autori, il principale elemento critico emerge nelle fasi operative successive all'autorizzazione regolatoria. Anche dopo l'attivazione formale dei centri, il sistema italiano richiede ulteriori giorni per reclutare il primo paziente, riducendo la finestra disponibile per l'arruolamento.
Il confronto con la Spagna evidenzia un divario di circa 450 studi clinici nel periodo analizzato, nonostante una sovrapposizione superiore al 75% del portafoglio di studi multinazionali presenti nei due Paesi.
Le analisi mostrano inoltre che negli studi di fase III la velocità di arruolamento italiana è circa la metà di quella osservata in Spagna. Secondo il modello sviluppato da Altems, ogni 2,5 giorni di ritardo corrispondono mediamente a un paziente perso per studio.
Sulla base di questa stima, il rapporto calcola che nel triennio 2022-2025 l'Italia avrebbe potuto arruolare circa 10.540 pazienti in più se avesse registrato performance temporali analoghe a quelle spagnole.
Lo studio evidenzia inoltre una forte eterogeneità territoriale. Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna risultano le regioni con i livelli più elevati di attrattività e capacità di arruolamento, mentre altre aree mostrano una partecipazione significativamente inferiore agli studi multicentrici internazionali.
Secondo le stime presentate nel rapporto, il mancato arruolamento potrebbe aver comportato una perdita potenziale di circa 180 milioni di euro nel triennio 2022-2025. L'analisi si basa sul modello Altems "Averted Costs", secondo cui ogni euro investito dalle aziende farmaceutiche nella ricerca clinica genera circa tre euro di valore indiretto per il Servizio sanitario nazionale.
"Attrarre studi clinici in Italia è prioritario", ha affermato il presidente di Farmindustria Marcello Cattani. "Occorre un deciso scatto in avanti per ridurre i tempi di accesso all'innovazione e rendere la nostra nazione sempre più competitiva".
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
03/06/2026
L'associazione accoglie con favore l'approvazione alla Camera del testo sulle DTx ma chiede regole attuative rapide
03/06/2026
Ordinanza e circolare del Ministero della Salute introducono obblighi di dichiarazione, sorveglianza sanitaria e rete nazionale dei centri di riferimento per chi arriva da Congo e Uganda
03/06/2026
Accesso alle terapie innovative, sostenibilità della spesa farmaceutica ed equità delle cure sono stati al centro del convegno Aifa di Palermo
03/06/2026
L'11 giugno l'Oms Europa presenterà la nuova edizione delle linee guida per i Piani di azione caldo-salute
©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)