salute
03 Giugno 2025Secondo i dati presentati dalla Società Italiana di Medicina Ambientale, interventi strutturali mirati sulla qualità dell’aria, dell’illuminazione e dei materiali negli spazi costruiti potrebbero produrre benefici economici complessivi pari a 190 miliardi di euro a livello europeo

Riqualificare gli edifici obsoleti in Europa non è solo una scelta architettonica o ambientale, ma una strategia sanitaria ad alto impatto: secondo i dati presentati dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), interventi strutturali mirati sulla qualità dell’aria, dell’illuminazione e dei materiali negli spazi costruiti potrebbero produrre benefici economici complessivi pari a 190 miliardi di euro a livello europeo, con ritorni sull’investimento stimati in meno di due anni.
L’analisi è stata illustrata durante un evento scientifico ospitato dall’Agenzia Spaziale Europea di Frascati, in collaborazione con Green Building Council Italia e l’Accademia Italiana di Biofilia (AIB). I dati aggiornati descrivono un quadro critico: circa 112 milioni di cittadini europei – uno su quattro – vivono in edifici con qualità dell’aria interna inferiore agli standard sanitari, e oltre 30 milioni sono esposti a livelli di luce naturale insufficienti a garantire una corretta regolazione dei ritmi circadiani. Le conseguenze riguardano direttamente la salute mentale, il metabolismo, la produttività e la qualità del sonno.
La medicina ambientale richiama quindi l’attenzione sul ruolo dell’edilizia come determinante di salute pubblica. L’esposizione cronica a condizioni ambientali inadeguate all’interno di spazi abitativi e lavorativi favorisce l’insorgenza di malattie croniche, abbassa le difese immunitarie e compromette la salute psicofisica.
Nel 2024, oltre 74.000 edifici in 137 paesi sono stati certificati secondo il protocollo internazionale Well Building Standard promosso dall’International Well Building Institute (IWBI). Uno studio condotto su 1.300 lavoratori in ambienti certificati ha evidenziato un aumento della soddisfazione percepita dal 42% al 70% dopo il trasferimento in spazi progettati secondo i criteri wellness.
Secondo Sima, l’adozione diffusa di ambienti biofilici e salubri – definiti da ventilazione adeguata, materiali non nocivi e pieno accesso alla luce naturale – rappresenta un’azione di prevenzione primaria a basso costo relativo e ad alta resa in termini di salute pubblica. I dati raccolti indicano un potenziale significativo di risparmio per i sistemi sanitari nazionali e una riduzione misurabile delle patologie legate all’ambiente indoor.
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