Spesa sanitaria
28 Maggio 2026Il Forum delle 75 Società Scientifiche dei clinici ospedalieri chiede di escludere farmaci innovativi e orfani dalla revisione del Prontuario farmaceutico nazionale

In Italia nel 2025 la spesa farmaceutica totale ha raggiunto i 25 miliardi di euro, con un aumento del 15% rispetto al 2023. Il 28% della spesa risulta a carico diretto dei cittadini. È quanto emerso durante la teleconferenza “L’impatto dei Nuovi Farmaci e dell’Innovazione Terapeutica sulla salute dei cittadini”, organizzata dal FoSSC, il Forum che riunisce 75 Società Scientifiche dei Clinici Ospedalieri e Universitari Italiani.
Nel corso dell’incontro è stato ricordato anche l’intervento del ministro della Salute Orazio Schillaci e del sottosegretario Marcello Gemmato, che avevano chiesto iniziative correttive sul tema della spesa farmaceutica in una nota inviata ai vertici di Aifa.
“La crescita della spesa farmaceutica anche a carico dei privati non può essere una sorpresa – ha affermato Francesco Cognetti, coordinatore FoSSC –. Si tratta di un fenomeno legato all’invecchiamento della popolazione e all’arrivo di farmaci innovativi ad alto costo”.
Secondo Cognetti, la disponibilità di terapie efficaci ha contribuito a posizionare l’Italia “agli ultimi posti nel mondo per mortalità da malattie prevenibili e curabili”. Il coordinatore del FoSSC ha inoltre sottolineato che “chiedere che i costi di queste terapie rientrino in budget pensati 20 anni fa è irrealistico ed impossibile” e che “non sono auspicabili ulteriori tagli della spesa farmaceutica”.
Nel dibattito è stato affrontato anche il tema del cosiddetto “Most Favored Nation drug pricing” adottato dagli Stati Uniti, che prevede che il prezzo effettivo dei farmaci negli Usa sia pari o inferiore a quello più basso applicato in altri Paesi, tra cui l’Italia. Secondo FoSSC il provvedimento potrebbe determinare “una riduzione di un terzo dei lanci dei nuovi farmaci in Europa” e rallentare l’accesso alle innovazioni terapeutiche.
Il Forum delle Società Scientifiche dei Clinici Ospedalieri e Universitari Italiani ha quindi chiesto che dalla revisione del Prontuario farmaceutico nazionale siano esclusi “terapie innovative, farmaci orfani e di eccezionale rilevanza terapeutica e sociale”. Secondo FoSSC questi trattamenti “devono essere considerati non solo una spesa ma anche come un investimento”.
Sul tema è intervenuto anche Robert Nisticò, presidente di Aifa, che ha evidenziato la necessità di “trovare un giusto equilibrio” tra diritto alla salute e sostenibilità economica. Nisticò ha inoltre affermato che “va superata la logica dei silos separati” della spesa farmaceutica e che l’Agenzia sta lavorando a soluzioni come il pagamento rateizzato dei farmaci “one shot” fino a sei-sette anni.
Nel comunicato FoSSC richiama infine i dati sulla spesa sanitaria pubblica italiana, pari al 6,2-6,3% del Pil, valore inferiore rispetto a Francia, Germania, Regno Unito e media europea.
TAG: FARMACI, SPESA SANITARIA
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