Farmaci
08 Febbraio 2024Secondo i dati Aifa aggiornati a settembre 2023, attraverso simulazioni che analizzano i potenziali risparmi ottenibili nel canale degli acquisti diretti in quattro possibili scenari di maggiore permeabilità dei farmaci biosimilari, a livello nazionale si rilevano risparmi stimati che vanno da 46 a 193 milioni
L'azienda sudcoreana produttrice di biosimilari Celltrion Inc. ha completato il processo di fusione con la sua affiliata di vendita e commercializzazione Celltrion Healthcare Co. Un’operazione che potrebbe avere effetti sul mercato in Italia, tenuto conto che, riferisce una nota, secondo i dati Aifa aggiornati a settembre 2023, attraverso simulazioni che analizzano i potenziali risparmi ottenibili nel canale degli acquisti diretti in quattro possibili scenari di maggiore permeabilità dei farmaci biosimilari, a livello nazionale si rilevano risparmi stimati che vanno da 46 a 193 milioni, a seconda degli scenari.
''Questa fusione consente di potenziare l’innovazione attraverso lo sviluppo di nuovi biosimilari e la produzione di nuovi farmaci - sottolinea WonSik Yoo, direttore generale di Celltrion Healthcare - In primo luogo, consente di riassegnare una parte delle risorse finanziarie alla ricerca. In secondo luogo, potrebbe consentire un'espansione della capacità produttiva, garantendo una maggiore disponibilità di farmaci biosimilari. Inoltre, la nuova struttura aziendale potrebbe facilitare la formazione di collaborazioni e partnership con istituti di ricerca, centri medici e organizzazioni scientifiche. In sintesi, la fusione offre un contesto favorevole per accelerare la ricerca, lo sviluppo e la diffusione di farmaci biosimilari per le malattie immunomediate, oncologiche e oncoematologiche in cui Celltrion è impegnata da oltre un decennio, ampliando le aree di competenza anche alla fisiatria e all’ortopedia''.
La fusione tra le diverse divisioni fa parte di un processo di crescita costante per Celltrion, che coinvolge anche il nostro Paese. Nel 2023 - dettaglia la nota - il fatturato ha raggiunto i 60 milioni di euro, con un aumento significativo rispetto ai 35 milioni del 2022. I dipendenti sono passati da 11 nel 2020 a 30 nel 2022. La crescita economica dell'azienda è legata anche all’innovazione, come dimostrano i farmaci biobetter, e ai suoi sforzi in più direzioni.
I farmaci biobetter rappresentano un concetto nuovo per il trattamento delle malattie autoimmuni in diverse aree: malattie reumatologiche (artrite reumatoide, spondilite anchilosante, ecc.), malattie infiammatorie croniche intestinali (malattia di Crohn e colite ulcerosa), malattie dermatologiche (psoriasi, artrite psoriasica).
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