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Farmaci

29 Maggio 2023

Accesso ai farmaci, le proposte di Cittadinanzattiva per migliorare la qualità di vita dei pazienti

Ben 25 raccomandazioni civiche, suddivise in 3 macroaree, per definire alcune “linee guida” per un accesso alle cure e ai farmaci più agile e per semplificare le procedure e puntare al miglioramento delle condizioni di vita dei pazienti, a cominciare da alcuni strumenti che sono stati implementati durante la pandemia. È la Raccomandazione Civica


Ben 25 raccomandazioni civiche, suddivise in 3 macroaree, per definire alcune “linee guida” per un accesso alle cure e ai farmaci più agile e per semplificare le procedure e puntare al miglioramento delle condizioni di vita dei pazienti, a cominciare da alcuni strumenti che sono stati implementati durante la pandemia. È la Raccomandazione Civica “Verso un nuovo modello di accesso alle cure farmacologiche. Focus sul grado di accesso alle terapie antivirali per la cura del Covid-19”, presentata da Cittadinanzattiva e frutto di un lavoro che ha coinvolto un board multi-stakeholder composto da associazioni di pazienti e da professionisti sanitari. “Con questa raccomandazione noi vorremmo mettere a frutto l'insegnamento della pandemia per rendere l'accesso ai farmaci sempre più semplice per i cittadini”, spiega a Sanità33 Anna Lisa Mandorino, Segretaria Generale di Cittadinanzattiva APS. “Un particolare focus l'abbiamo dedicato ai farmaci antivirali per la cura del covid la cui distribuzione risulta difficoltosa e la somministrazione lo risulta altrettanto per questioni anche legate ai tempi e lì occorrerebbe un'attenzione particolare perché è vero che la pandemia è finita ma il covid continua a essere una patologia cui tutti possiamo essere colpiti”, dichiara Mandorino.

Il documento segue la pubblicazione, lo scorso marzo, dei dati di un’indagine civica che ha fotografato anche l’accesso agli antivirali per la cura del Covid-19 negli ultimi 12 mesi. L’indagine ha svelato ad esempio, per quanto riguarda la sanità digitale, che la misura maggiormente implementata durante la pandemia - rispetto al periodo pre-covid - è stata la ricetta dematerializzata (per l’82,6% dei medici di medicina generale, l’84,8% dei rappresentanti delle società scientifiche e il 93,5% dei farmacisti interpellati); la consegna di farmaci e di dispositivi al domicilio del paziente non risulta ancora decollata rispetto al periodo antecedente alla pandemia, come ha confermato il 69,6% dei medici di medicina generale (ma solo il 16%dei farmacisti). Rispetto alle terapie antivirali contro il Covid-19 per i pazienti non ricoverati, il 47,8% dei medici di medicina generale, il 41,3% delle società scientifiche e il 54,3% dei farmacisti ritengono che le difficoltà di erogazione siano da rintracciarsi nei tempi ristretti tra l’accertamento della positività e quelli previsti per l’avvio della terapia. “Mancano delle linee guida per la gestione delle vaccinazioni e più in generale per la gestione della convivenza con il virus. È necessario per questo che si proceda con urgenza all’intesa sul nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale e all’inserimento della vaccinazione per il Covid-19 nel calendario vaccinale, come già avviene per le altre vaccinazioni, al fine di assicurare una efficace attività di prevenzione, specie per le persone più fragili e vulnerabili. Occorre, inoltre, rendere rapida la filiera e la distribuzione delle terapie implementando tutte quelle misure e buone pratiche attivate da alcune Regioni al fine di rendere più efficace e tempestivo l’accesso alle cure antivirali necessarie soprattutto per le persone più fragili e affette da patologie croniche e rare”, dichiara Valeria Fava, responsabile coordinamento politiche della salute di Cittadinanzattiva.

Semplificazione dei processi e all’innovazione e Digital Health è la prima delle 3 macroaree interessate dalla Raccomandazione Civica. Fra le raccomandazioni, l’implementazione su tutto il territorio nazionale della ricetta dematerializzata, del Fascicolo Sanitario Elettronico e di altre tecnologie di sanità digitale quali la telemedicina (teleassistenza, telemonitoraggio, tele-visita, tele riabilitazione, tele farmacia); piani terapeutici non cartacei (web based) e procedure semplificate che affidano al medico di medicina generale il rinnovo del piano terapeutico e il monitoraggio della prescrizione. “Stiamo cerchiamo di promuovere una collaborazione e un approccio bottom up per coinvolgere tutte le associazioni e le società scientifiche e lavorare insieme per costruire delle linee di consenso e delle best practice al fine di mettere a regime quelle procedure e quei servizi di telemedicina che ancora sono un po' a macchia di leopardo sparse sul territorio nazionale”, dichiara a Sanità33 Manuela Bocchino, Dirigente medico cardiologico Centro nazionale per la telemedicina e le nuove tecnologie assistenziali – Istituto Superiore di Sanità (ISS). “Un altro aspetto fondamentale su cui lavorare riguarda la formazione, da parte degli operatori sanitari, e l’informazione del cittadino. È importante che l’informazione venga diffusa da canali centrali, in modo che sia scientificamente controllata”. La seconda macroarea è quella relativa all’approvvigionamento, alla distribuzione e consegna di farmaci e dispositivi, con raccomandazioni che si concentrano sulla necessità di: proseguire nel potenziamento, così come avvenuto durante l’emergenza, della distribuzione per conto che permette di acquistare i farmaci, in confezione ospedaliera, direttamente nelle farmacie territoriali; definire modelli distributivi omogenei in tutte le regioni in modo da abbattere situazioni che generano diseguaglianze nell’accesso; rafforzare l’erogazione al domicilio dei farmaci, per i pazienti più fragili e per quelli affetti da patologie croniche; implementare la procedura di “deblistering” personalizzato. Riguardo la terza macroarea inerente l’accesso alle terapie anti Covid-19, le raccomandazioni più rilevanti si focalizzano sulla necessità di promuovere: misure per rendere più efficace e tempestivo l’accesso alle cure antivirali favorendo la predisposizione di linee guida su tali farmaci e l’inserimento, ad esempio, di una fornitura minima di riserva presso le farmacie; un’attività di sorveglianza attiva per monitorare in modo costante e tempestivo le condizioni dei pazienti fragili e affetti da patologie croniche e rare;  un processo di interoperabilità che favorisca un dialogo costante, continuo e aggiornato tra medici di base, medici specialisti, farmacisti, aziende ospedaliere.





TAG: CITTADINANZATTIVA

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