Spesa Farmaceutica
30 Gennaio 2026Il monitoraggio Aifa gennaio-settembre 2025 stima una spesa farmaceutica complessiva di 18,42 miliardi di euro

Nei primi nove mesi del 2025 la spesa farmaceutica complessiva del Servizio sanitario nazionale ha raggiunto 18 miliardi e 420 milioni di euro, con uno scostamento dal tetto programmato pari a 2,85 miliardi. È quanto emerge dal Monitoraggio della spesa farmaceutica nazionale e regionale gennaio-settembre 2025, presentato al Consiglio di amministrazione dell’Agenzia italiana del farmaco.
Nel dettaglio, la spesa convenzionata per i medicinali dispensati attraverso le farmacie aperte al pubblico si attesta a 6.425 milioni di euro, pari al 6,33% del Fondo sanitario nazionale (FSN). La spesa per acquisti diretti da parte delle strutture sanitarie pubbliche raggiunge invece 11.811 milioni di euro, pari all’11,64% del FSN, al netto della spesa per farmaci innovativi e antibiotici per infezioni da germi multiresistenti (580,8 milioni) e dei gas medicinali (183,8 milioni).
Il confronto tra la spesa per acquisti diretti e il relativo tetto dell’8,3% del FSN evidenzia uno sforamento di 3.384 milioni di euro, con un’incidenza superiore anche a quella registrata nello stesso periodo del 2024 (11,29%). Sulla dinamica ha inciso l’uscita, al 31 dicembre 2024, di medicinali con indicazioni terapeutiche innovative per un valore complessivo di 494 milioni di euro, solo parzialmente compensata dall’introduzione di nuovi farmaci innovativi, con una minore spesa rispetto al 2024 di oltre 220 milioni.
Diversa la situazione della spesa convenzionata, che a fronte di un tetto del 6,8% del FSN presenta un’incidenza del 6,33%, con un avanzo di 478 milioni di euro, pur in lieve aumento rispetto allo stesso periodo del 2024 (6,28%). Sul dato incide il recepimento non ancora completo, a settembre 2025, della Determinazione Aifa n. 926/2025, che ha riclassificato le gliflozine dalla fascia A-PHT alla fascia A, con effetti attesi di incremento della spesa convenzionata e riduzione degli acquisti diretti.
Il monitoraggio conferma inoltre una marcata variabilità regionale nella spesa per acquisti diretti, con un’incidenza sul FSN che va dal 14,67% della Sardegna al 9,91% della Lombardia e al 9,65% della Provincia autonoma di Trento. Nel confronto con il 2024, alcune Regioni registrano una riduzione dell’incidenza della spesa nel 2025, tra cui Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Molise e Provincia autonoma di Trento.
Per quanto riguarda i volumi, il numero di dosi giornaliere dispensate in regime convenzionato cresce dello 0,2% (+41,5 milioni), con un aumento della spesa convenzionata netta a carico del SSN di 194 milioni di euro (+3,2%). Otto Regioni risultano in sforamento del tetto del 6,8%, mentre cinque si collocano ampiamente al di sotto del 5,4%.
Sul fronte della governance, il presidente di Aifa Robert Nisticò ha annunciato che l’Agenzia sta lavorando a una clausola di salvaguardia per gestire l’accesso alla rimborsabilità dei nuovi farmaci ad alto costo e innovativi, oltre all’attuazione delle disposizioni introdotte con la legge di bilancio 2026 sulla revisione del prontuario farmaceutico nazionale. Secondo il direttore tecnico-scientifico Pierluigi Russo, l’andamento della spesa è influenzato dall’introduzione di farmaci innovativi e dall’invecchiamento della popolazione, mentre le misure regolatorie adottate negli ultimi due anni stanno contribuendo a contenere la crescita della spesa per acquisti diretti.
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