Oms
02 Febbraio 2026Il 2025 è stato per l’Organizzazione mondiale della sanità un anno segnato da forti contrasti. Il direttore generale dell’Oms traccia il bilancio del 2025 all’Executive Board

Il 2025 è stato per l’Organizzazione mondiale della sanità un anno segnato da forti contrasti, con importanti risultati politici e normativi affiancati a una delle fasi più difficili della sua storia sul piano finanziario. Lo ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus aprendo, il 2 febbraio, i lavori della 158esima sessione dell’Executive Board dell’Oms.
Nel suo intervento, il direttore generale ha ricordato come nel 2025 siano stati raggiunti traguardi definiti storici, tra cui l’adozione dell’Accordo pandemico, l’entrata in vigore del Regolamento sanitario internazionale emendato, l’approvazione di un nuovo aumento dei contributi obbligatori degli Stati membri e l’adozione, da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, di una dichiarazione politica su malattie non trasmissibili e salute mentale.
Accanto a questi risultati, Tedros ha però sottolineato che l’Organizzazione ha dovuto affrontare gravi difficoltà legate ai tagli ai finanziamenti, che hanno reso necessaria una riduzione del personale. Una situazione che, ha osservato, non riguarda solo l’Oms ma molte altre organizzazioni internazionali, ed è aggravata dalla contrazione improvvisa degli aiuti bilaterali, con effetti diretti sui sistemi sanitari di numerosi Paesi.
Nel delineare le priorità operative, il direttore generale ha richiamato il quadro del Quattordicesimo programma generale di lavoro dell’Oms, articolato su tre obiettivi: promuovere, fornire e proteggere la salute. In questo contesto, ha evidenziato l’impegno dell’Organizzazione nel sostenere i Paesi a mantenere i servizi sanitari essenziali e a ridurre la dipendenza dagli aiuti esterni, rafforzando il finanziamento domestico della sanità.
Tra gli strumenti indicati per mobilitare risorse interne figura l’iniziativa “3 by 35”, lanciata dall’Oms per promuovere un aumento dei prezzi reali di tabacco, alcol e bevande zuccherate di almeno il 50% entro il 2035. Tedros ha citato diversi Paesi che nel 2025 e all’inizio del 2026 hanno introdotto o aumentato imposte su questi prodotti.
Ampio spazio è stato dedicato anche ai risultati in ambito di prevenzione. Il direttore generale ha ricordato che, a vent’anni dall’entrata in vigore della Convenzione quadro dell’Oms per il controllo del tabacco, il consumo globale di tabacco è diminuito di circa un terzo. Ha inoltre citato l’adozione, da parte delle Maldive, del primo divieto generazionale sul tabacco, i progressi nell’eliminazione dei grassi trans in diversi Paesi, le iniziative su solitudine e isolamento sociale e il rafforzamento dell’azione su clima e salute.
Nel suo intervento Tedros ha infine richiamato nuovi dati Oms-Unicef, secondo cui nell’ultimo decennio un miliardo di persone in più ha avuto accesso ad acqua potabile gestita in modo sicuro, con un impatto stimato di milioni di vite salvate.
Il messaggio conclusivo è stato quello di un’Oms che, pur in un contesto finanziario complesso, rivendica il proprio ruolo centrale nel coordinamento delle politiche globali di prevenzione e nella tutela della salute pubblica.
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