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29 Gennaio 2026

Demenza, Italia prima in Ue per incidenza al 2050. I dati del report europeo

Secondo Alzheimer Europe, l’Italia raggiungerà nel 2050 una prevalenza di demenza pari al 4,28% della popolazione


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Nel 2050 l’Italia avrà la quota più alta di persone con demenza in rapporto alla popolazione tra i Paesi dell’Unione europea, con una prevalenza stimata al 4,28% e oltre 2.218.571 persone coinvolte. Il dato emerge dal report “The Prevalence of Dementia in Europe 2025” di Alzheimer Europe, diffuso in Italia dalla Federazione Alzheimer Italia.

Nel 2025 le persone con demenza nel nostro Paese sono stimate in 1.436.859, pari al 2,43% della popolazione. L’incremento previsto entro il 2050 è del 54%, trainato principalmente dall’invecchiamento demografico. L’aumento riguarda soprattutto le fasce più anziane, con una concentrazione significativa oltre gli ottanta anni.

Il confronto europeo mostra una crescita diffusa. Nei Paesi dell’Unione europea, le persone con demenza passeranno da 9.065.706 nel 2025 a 14.335.788 nel 2050, con un incremento del 58%. Considerando anche gli Stati extra Ue inclusi nello studio, il totale salirà da 12.122.979 a 19.905.856, con una crescita del 64%.

Il report aggiorna le stime pubblicate nel 2019 e si basa su un’analisi di diciotto studi comunitari, per un totale di 43.995 partecipanti. Le prevalenze per età e sesso sono state applicate alle proiezioni demografiche delle Nazioni Unite aggiornate al 2024, con l’obiettivo di fornire dati utili alla programmazione sanitaria e sociale.

Il documento evidenzia anche una marcata differenza di genere. In Italia circa due terzi delle persone con demenza sono donne. Nel 2025 le donne con demenza sono circa 945.672, contro 491.187 uomini. Nel 2050 le donne supereranno 1.411.586, mentre gli uomini saranno 806.985.

Secondo Mario Possenti, segretario generale di Federazione Alzheimer Italia e vicepresidente di Alzheimer Europe, “non intervenire oggi rischia di aggravare ulteriormente le sfide future. In Italia la demenza è una vera emergenza di salute pubblica. Il Piano nazionale demenze è in fase di aggiornamento, ma è fondamentale che Governo e istituzioni garantiscano risposte concrete, assicurando un percorso di cura e assistenza omogeneo su tutto il territorio, sostenuto da finanziamenti adeguati”.

Possenti richiama anche la necessità di accelerare la riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti. “L’invecchiamento della popolazione e l’aumento dei casi impongono un’accelerazione sulla Riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti. Senza un intervento tempestivo, il rischio è che sempre più famiglie si trovino sole ad affrontare il peso della demenza”.

Per Jean Georges, direttore esecutivo di Alzheimer Europe, la demenza deve diventare una priorità nelle politiche europee. “Ci auguriamo che questi dati spingano i decisori politici a riconoscere la demenza come una priorità che riguarda sanità, ricerca, politiche sociali e sostegno ai caregiver. Il Manifesto di Helsinki ribadisce la necessità di un Piano d’azione europeo sulla demenza e di una missione di ricerca dedicata, sostenuti da finanziamenti adeguati”.

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