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Farmaci

30 Gennaio 2026

Accesso ai farmaci, ritardi e disomogeneità regionali pesano sui prontuari terapeutici. Il report

Un’analisi di Altems Advisory mette in luce criticità strutturali nella governance dell’accesso ai farmaci, tra cui il gap tra inserimento nei Ptr e disponibilità reale sul territorio 


cassetto aifa cartelle

Le criticità strutturali e operative che interessano in modo trasversale le Regioni italiane continuano a condizionare l’accesso ai farmaci con effetti diretti sui tempi e sulle modalità di disponibilità dei medicinali per i pazienti. A metterlo in evidenza è un report di Altems Advisory, dell’Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che analizza il ruolo e il funzionamento dei Prontuari terapeutici regionali (Ptr) all’interno della governance dell’accesso ai farmaci.

Secondo lo studio, una delle principali fragilità riguarda la tempestività e la completezza delle informazioni che dall’Agenzia italiana del farmaco arrivano alle Regioni, in particolare per quanto concerne gli aspetti economici e contrattuali. Questo elemento incide in modo rilevante sulle successive fasi decisionali a livello territoriale e contribuisce ad allungare i tempi necessari affinché un farmaco, pur già valutato e autorizzato a livello centrale, diventi concretamente disponibile nei diversi sistemi sanitari regionali.

Un ulteriore nodo critico è rappresentato dal divario temporale che spesso si registra tra l’inserimento formale di un medicinale nei Prontuari terapeutici regionali e la sua effettiva disponibilità sul territorio.
Il report segnala come questo ritardo sia frequentemente legato alle differenze nei processi di acquisto, ai tempi tecnici delle centrali di committenza regionali e all’attivazione dei centri prescrittori, con esiti che variano sensibilmente da Regione a Regione.

Frammentazione flussi informativi

A pesare sulla governance complessiva dell’accesso è anche la frammentazione dei flussi informativi e dei registri Aifa, che limita l’interoperabilità tra i diversi livelli istituzionali e rende più complessa la gestione coordinata dei percorsi di accesso.
A questo si aggiungono differenze nei criteri di valutazione e nei processi decisionali adottati dalle Regioni, che si traducono in disomogeneità sia nei tempi sia nelle modalità di accesso ai farmaci, anche a parità di indicazione terapeutica.
Dall’analisi emerge inoltre una marcata variabilità nei modelli di governance regionali. Alcune Regioni hanno sviluppato assetti più maturi, caratterizzati da strutture multidisciplinari e da un’integrazione sistematica dell’Health technology assessment, mentre altre presentano modelli meno strutturati. Questa frammentazione si accompagna alla tendenza, evidenziata dagli autori, a ripetere a livello regionale valutazioni cliniche, economiche e organizzative già concluse a livello centrale, una duplicazione che rappresenta una delle principali cause dei ritardi nell’accesso ai farmaci innovativi.

Per superare queste criticità, il report indica la necessità di intervenire sui processi, puntando su una loro semplificazione, sulla centralizzazione degli strumenti informativi e di indirizzo e sul rafforzamento della multidisciplinarietà e della trasparenza delle decisioni. In questa prospettiva, una maggiore standardizzazione nazionale e l’introduzione di tempistiche massime per la contrattualizzazione potrebbero contribuire a ridurre le disuguaglianze territoriali e a rendere più uniforme l’accesso ai farmaci sul territorio nazionale.

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