sanità
19 Aprile 2023 Più spazio e pari ruolo alle associazioni di volontariato, di malati e di attivismo civico all’interno delle reti oncologiche delle regioni. A chiederlo è l’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari nazionali, che ha appena redatto un documento, un rapporto di 20 pagine, proprio sul ruolo che le associazioni devono avere nel contesto delle attività della rete oncologica
Più spazio e pari ruolo alle associazioni di volontariato, di malati e di attivismo civico all’interno delle reti oncologiche delle regioni. A chiederlo è l’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari nazionali, che ha appena redatto un documento, un rapporto di 20 pagine, proprio sul ruolo che le associazioni devono avere nel contesto delle attività della rete oncologica, dopo l’approvazione dell’accordo tra Governo, regioni e province autonome del 2019, sulla “Revisione delle linee guida organizzative e delle raccomandazioni per la Rete Oncologica che integra l’attività ospedaliera per acuti e post acuti con l’attività territoriale”.
Il rapporto di Agenas sarà ora presentato in Conferenza Stato Regioni affinché venga accettato e recepito da tutte le Regioni in ugual misura.
L’accordo del 2019, infatti, attribuiva ad Agenas il doppio compito di istituire sia un Osservatorio per il monitoraggio delle Reti Oncologiche Regionali, sia un gruppo di lavoro “Diritti Esigibili” con l’obiettivo di proporre strategie volte a superare le criticità burocratiche riscontrate durante il percorso assistenziale del malato oncologico. L’obiettivo è proprio quello di facilitate le procedure per il riconoscimento dei diritti esigibili per i pazienti oncologici all’interno di ciascuna regione.
“Questo lavoro nasce da un lungo percorso di condivisione fatto all’interno dell’osservatorio delle reti oncologiche regionali – ha spiegato Manuela Tamburo De Bella, Responsabile UOS Reti cliniche e ospedaliere di Agenas, nel corso della presentazione del rapporto di fronte alle associazioni di volontariato e dei malati che hanno contribuito alla stesura del documento - Le associazioni dei pazienti dell’attivismo civico svolgono un ruolo chiave nel promuovere la loro presenza e affiancamento nei percorsi di governance. Ed è proprio il riconoscimento della loro presenza nella rete oncologica di tutte le regioni che ha spinto ad elaborare un documento che adesso sarà presentato in conferenza stato regione per gli adempimenti del caso e per la diffusione e accettazione da parte di tutte le regioni”. L’obiettivo del documento, ha poi spiegato Manuela Tamburo De Bella è che “le associazioni non abbiano le difficoltà di inserimento e di presenza all’interno del sistema nazionale da Regione a Regione. Le associazioni sono un aiuto, un aiuto concreto sia esperienziale per il sistema assistenziale che anche per gli altri pazienti e quindi è giusto che questa esperienza possa essere riconosciuta e anche resa più semplice e immediata, da Regione a Regione”.
“Chiediamo soprattutto che venga riconosciuto un uguale sistema di accreditamento per le associazioni – ha aggiunto la responsabile UOS Reti cliniche e ospedaliere di Agenas - È logico che le associazioni di pazienti devono soddisfare alcuni criteri, che citiamo nel documento. E chiediamo anche una presenza regolamentata e ufficiale delle associazioni all’interno dei processi di cura”.
Il documento porta la firma non solo di associazioni come FAVO e Cittadinanza Attiva, ma anche di Fnomceo, la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, il Policlinico Gemelli e l’AOU Sant’Andrea.
Francesca Malandrucco
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