Medicina territoriale
20 Febbraio 2026Alla Camera la presentazione del rapporto della Fondazione per la Sussidiarietà. Il ministro: "Impensabile che l’aspettativa di vita dipenda dal Cap di residenza"

"È impensabile che l’aspettativa di vita dipenda dal Cap di residenza o dall’istruzione". Con queste parole il ministro della Salute Orazio Schillaci è intervenuto oggi alla Camera al convegno di presentazione del rapporto "Sussidiarietà e… salute", realizzato dalla Fondazione per la Sussidiarietà, sottolineando la necessità di rafforzare equità e universalismo del Servizio sanitario nazionale. Il ministro ha parlato di "piena sintonia" tra la visione proposta dal rapporto e le azioni messe in campo dal Governo per adeguare il Ssn ai bisogni di salute in continua evoluzione. Al centro dell’intervento, il nodo della medicina territoriale. "C’è sicuramente un problema di frammentarietà dei servizi che non consente ancora una presa in carico dei pazienti sempre efficace, specialmente quando parliamo di cronicità", ha evidenziato.
Il riferimento è agli investimenti del Pnrr sulla sanità territoriale e, in particolare, alle Case di comunità. "Nelle Case di comunità i cittadini devono trovare non solo prestazioni sanitarie ma risposte ai bisogni sociali grazie all’integrazione di più soggetti, incluso il Terzo settore", ha affermato Schillaci, ricordando che, accanto alle strutture, sono state incrementate le risorse per il personale: 250 milioni di euro per il 2025 e 350 milioni dal 2026. "Abbiamo iniziato un dialogo costruttivo con le Regioni per avere una strategia sul personale da reclutare", ha aggiunto. In queste strutture, ha spiegato il ministro, dovrà essere possibile anche promuovere la salute, orientando la popolazione verso stili di vita corretti, screening oncologici e vaccinazioni, con il coinvolgimento del sociale, come già avviene in diverse realtà dove enti del Terzo settore collaborano con le Asl. L’obiettivo è ridurre la pressione sugli ospedali. "Non sarà più necessario ricorrere al pronto soccorso per tante situazioni cliniche che potranno essere affrontate sul territorio", ha detto Schillaci, richiamando il ruolo dei servizi di continuità assistenziale dotati di apparecchiature di base e collegamenti con gli specialisti ambulatoriali. Dove questi modelli sono già attivi, ha osservato, gli accessi in pronto soccorso diminuiscono in modo significativo.
Per i pazienti cronici, anche attraverso strumenti di telemedicina, sarà garantita la continuità dei percorsi assistenziali. Mentre, tramite i Punti unici di accesso e le Centrali territoriali, i pazienti fragili potranno contare su una presa in carico centrata sulla persona e sui suoi bisogni, con un’offerta soprattutto domiciliare e integrata tra diversi soggetti. "Il compito prioritario del sistema pubblico è quello di prevedere e intercettare i bisogni individuando la rete di offerta adeguata", ha concluso il ministro, sottolineando che nella legge delega sull’assistenza ospedaliera e territoriale è previsto spazio per un sistema di accreditamento con regole condivise e uniformi, con l’obiettivo di ridurre la burocrazia e aumentare l’attenzione alla qualità.
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