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18 Febbraio 2026

Trapianto Monaldi, sotto esame le regole sul trasporto degli organi

Convocati cinque specialisti esterni per il bambino ricoverato al Monaldi. Le indagini si concentrano anche sulle modalità di trasporto previste dall’accordo Stato-Regioni 2025


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È stato convocato per la tarda mattinata del 18 febbraio un Heart team con cinque specialisti esterni per valutare le condizioni del bambino di due anni e mezzo ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di un cuore risultato danneggiato. Lo riferisce Adnkronos Salute, precisando che parteciperanno esperti dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, dell’Aou di Padova, dell’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo e dell’ospedale Regina Margherita di Torino.

Nel frattempo, la Procura di Napoli ha aperto un fascicolo. Sei le persone iscritte nel registro degli indagati. Il ministero della Salute ha disposto l’invio di ispettori. Intervistato da Repubblica e da RaiNews24, il ministro Orazio Schillaci ha parlato di un caso “particolarmente grave” e ha ricordato che le attività di prelievo, conservazione, trasporto e trapianto sono disciplinate da procedure “estremamente stringenti”, aggiornate con un accordo in Conferenza Stato-Regioni lo scorso luglio.

Tra i punti al centro degli accertamenti vi sono le modalità di trasferimento del cuore dall’ospedale San Maurizio di Bolzano a Napoli. L’attenzione riguarda anche la tipologia di contenitore utilizzato e i sistemi di conservazione durante il viaggio.

Il riferimento normativo è l’accordo della Conferenza Stato-Regioni del 2025, intitolato “Principi concernenti il coordinamento dei trasporti connessi con le attività trapiantologiche e requisiti inerenti al sistema di trasporto”. Il documento stabilisce che l’organo debba essere collocato in un contenitore primario sterile, in materiale biocompatibile, con almeno due barriere di sterilità, di cui una rigida per garantire protezione meccanica. Il contenitore deve essere chiuso con etichette di sigillo antieffrazione e dimensionato in base al tipo di organo.

Il contenitore primario deve essere inserito in un contenitore isotermico secondario, classificato come dispositivo medico, capace di garantire la registrazione continua della temperatura per tutta la durata del trasporto. I dati devono essere disponibili all’arrivo presso il centro trapianti e devono essere previste procedure per la loro gestione. Il documento disciplina anche l’uso di apparecchi di trasferimento attivi, con perfusione a freddo o a caldo, marcati CE e alimentati da batterie interne.

Su questi requisiti tecnici si concentrano ora le verifiche disposte dall’autorità giudiziaria e dal ministero, mentre prosegue la valutazione clinica del bambino e l’eventuale indicazione a un nuovo intervento.

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