Professioni sanitarie
16 Febbraio 2026Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto legislativo 3 febbraio 2026, n. 17, che recepisce la direttiva (UE) 2024/782 e aggiorna i requisiti minimi di formazione per infermiere responsabile dell’assistenza generale, dentista e farmacista

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto legislativo 3 febbraio 2026, n. 17, che recepisce la direttiva (UE) 2024/782 e aggiorna i requisiti minimi di formazione per infermiere responsabile dell’assistenza generale, dentista e farmacista.
Il provvedimento modifica il decreto legislativo 206/2007, intervenendo sui contenuti formativi obbligatori e adeguando gli standard italiani alle nuove disposizioni europee in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali.
Per gli infermieri responsabili dell’assistenza generale vengono integrate competenze relative alla sanità digitale, all’utilizzo delle tecnologie dell’informazione in ambito sanitario, alla collaborazione interprofessionale e agli aspetti di leadership e coordinamento nell’assistenza. Resta confermata la durata minima del percorso formativo, con almeno tre anni di studio o 4.600 ore complessive tra formazione teorica e clinica.
Per i dentisti il decreto aggiorna i contenuti relativi alle competenze cliniche e diagnostiche, includendo riferimenti all’odontoiatria digitale e all’impiego di nuove tecnologie. La formazione deve garantire autonomia nell’esercizio professionale e nella prevenzione, diagnosi e trattamento delle patologie odontostomatologiche.
Per i farmacisti viene confermata la durata minima quinquennale del percorso di studi, comprensiva di un tirocinio pratico di almeno sei mesi in farmacia aperta al pubblico o in ospedale. Tra le competenze esplicitamente richiamate figurano la farmacia clinica, la farmacoeconomia, la sanità pubblica, l’uso delle tecnologie digitali e la collaborazione con gli altri professionisti sanitari.
Il decreto stabilisce che dall’attuazione non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le università dovranno adeguare i propri ordinamenti didattici ai nuovi requisiti minimi previsti dalla normativa europea.
Il provvedimento si inserisce nel quadro delle misure di armonizzazione degli standard formativi tra gli Stati membri, con l’obiettivo di favorire la mobilità professionale e garantire livelli omogenei di qualità e sicurezza delle cure nell’Unione europea.
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