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24 Luglio 2026La Regione Lazio disporrà una verifica sugli standard assistenziali. I sindacati segnalano riduzioni degli organici e criticità anche per il Punto nascita

La Regione Lazio disporrà una verifica ispettiva all’Ospedale M.G. Vannini-Istituto FSC di Roma per accertare il rispetto degli standard necessari a garantire i livelli essenziali di assistenza. La decisione arriva dopo le segnalazioni dei sindacati sulla riduzione del personale medico, sulle difficoltà del Pronto soccorso e sulla possibile soppressione del Punto nascita.
L’annuncio è arrivato il 22 luglio al termine di un incontro tra le organizzazioni sindacali Anaao Assomed, Aaroi-Emac, Cimo-Fesmed, Anpo e Fassid, il direttore generale Salute della Regione Lazio e il procuratore generale dell’Istituto FSC.
Secondo quanto riferito nel comunicato congiunto, i processi di riorganizzazione interna stanno determinando una progressiva riduzione del personale medico, con conseguenze sui servizi erogati in un’area della Capitale ad alta densità abitativa e con rilevanti criticità sociosanitarie.
Nel corso dell’incontro, il procuratore generale dell’Istituto FSC ha confermato gli obiettivi del Piano strategico 2026-2030 per il rientro dal deficit. Il piano prevede, secondo i sindacati, un’ulteriore riduzione del personale medico.
Le criticità riguarderebbero in particolare il Pronto soccorso, già interessato dall’uscita di professionisti verso altre strutture del Servizio sanitario regionale. La riduzione degli organici coinvolgerebbe anche altre specialità, tra cui ostetricia e ginecologia, in relazione alla possibile soppressione del Punto nascita.
Il comunicato segnala inoltre l’applicazione di condizioni contrattuali considerate peggiorative per il personale in servizio. Le organizzazioni sindacali hanno espresso contrarietà agli indirizzi indicati, ritenendo che possano favorire nuove uscite di medici e compromettere ulteriormente la qualità dell’assistenza.
Il direttore generale Salute della Regione Lazio ha confermato l’importanza strategica dell’Ospedale Vannini per il sistema sanitario regionale. Ha inoltre dichiarato la disponibilità della Regione a ricollocare presso altre strutture del Servizio sanitario regionale l’eventuale personale medico in esubero.
I sindacati restano in attesa dell’esito degli accertamenti ispettivi e si riservano di intraprendere iniziative a tutela della piena operatività del presidio e dei dirigenti medici che vi lavorano.
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